Sei milioni di volumi, uno di autografi, 30mila manoscritti, 25mila cinquecentine, oltre 150mila tra testate di giornali, riviste e fumetti, fondi fotografici e tanto altro. I numeri della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze sono impressionanti. D'altra parte, non potrebbe essere altrimenti perché tutto quello che viene stampato in Italia deve, per legge, confluire in queste ampie stanze nonché magazzini, con le varie indispensabili «appendici» in città. Dal novembre 2010 a dirigere la Nazionale c'è Maria Letizia Sebastiani, 57 anni, romana, formazione classica. Anche se i fondi scarseggiano, sta cercando di portare avanti alcuni progetti interessanti. In qualche modo, una piccola «rivoluzione» cne vede tra i capisaldi la valorizzazione del neonato museo interno (per ora, un museino) e dello spazio-mostre all'interno della Biblioteca, nonché la schedatura dei fumetti finora assai trascurati. Sebastiani ha anche ricordato con grande affetto e stima, anche se personalmente non l'ha conosciuto, Emanuele Casamassima, direttore della Biblioteca Nazionale nell'anno dell'alluvione (1966) e tra i punti di riferimento più prestigiosi dell'istituzione culturale, assieme a Carla Guiducci Bonanni che ha diretto la Nazionale dal 1988 al 1995. La direttrice ritiene «sterile» la polemica sul freddo mentre considera la carenza di organico il vero problema della Biblioteca Nazionale. Sei milioni di volumi, uno di autografi, 30mila manoscritti, 25mila cinquecentine, oltre 150mila tra testate di giornali, riviste e fumetti, fondi fotografici e tanto altro. I numeri della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze sono impressionanti. D'altra parte, non potrebbe essere altrimenti perché tutto quello che viene stampato in Italia deve, per legge, confluire in queste ampie stanze nonché magazzini, con le varie indispensabili «appendici» in città. Dal novembre 2010 a dirigere la Nazionale c'è Maria Letizia Sebastiani, 57 anni, romana, formazione classica. Anche se i fondi scarseggiano, sta cercando di portare avanti alcuni progetti interessanti. In qualche modo, una piccola «rivoluzione» che vede tra i capisaldi la valorizzazione del neonato museo interno (per ora, un museino) e dello spazio-mostre all'interno della Biblioteca, nonché la schedatura dei fumetti finora assai trascurati. Direttrice, lei è alla guida della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze da poco più di un anno. Può tracciare un primo bilancio? Positivo, sono soddisfatta. Abbiamo portato avanti e chiuso i cantieri iniziati durante la precedente amministrazione e recuperato l'ala nuova, dove troveranno posto uffici e il laboratorio di restauro che entro l'estate sarà spostato da Sant'Ambrogio. Abbiamo poi inaugurato il percorso museale che cercheremo di arricchire sempre più. Ci sono pezzi anche molto interessanti, come un Ritratto di Luigi Dallapiccola fatto da Guido Peyron, che adoro, preziosi cassoni della collezione Landau-Finaly, una testa di Dante, in gesso, con ancora sopra la mota dell'alluvione. Non gliela toglieremo, in qualche modo è il simbolo della rinascita della Biblioteca dopo i danni pesantissimi del 1966. E poi è in arrivo un Della Robbia, che adesso è sistemato davanti alla Sala Cataloghi. Un Della Robbia? Sì, una Madonna con Bambino e San Giovannino del 1510, opera di Girolamo Della Robbia. Andrà a rendere ancora più interessante il nostro museino, ma intanto ce l'ha chiesto Palazzo Strozzi per una mostra. E l'aspetto più negativo, finora qual è stato? Il nostro problema più grosso è la carenza di personale. Pensi, l'organico sarebbe di cinquecento dipendenti ma in questo momento ne abbiamo appena 183. Sono previste assunzioni a breve o medio periodo? No, purtroppo non se ne parla, anzi la prospettiva è di una ulteriore diminuzione del personale. Meno male che la Regione ci dà una mano, inviandoci venti giovani del Servizio civile regionale. E la polemica sul freddo? La trovo sterile, se fuori è -10, è ovvio che dentro la temperatura ne risenta, tanto più in stanze come le nostre con il soffitto altissimo. Mi creda, facciamo il possibile per non far sentire freddo agli utenti e ai nostri dipendenti. Al riguardo, me lo faccia dire, abbiamo un personale meraviglioso. I suoi rapporti con le altre istituzioni culturali della città? Ottimo con tutti, a partire dalle soprintendenti Cristina Acidini e Alessandra Marino. C'è molto spirito di collaborazione, e anche noi dopo il disastro di Aulla abbiamo messo a disposizione nostro personale per restaurare alcuni volumi alluvionati. Un po' il contrario del 1966, quando erano i nostri libri a essere restaurati altrove. Anche un omaggio ad Emanuele Casamassima, direttore della Nazionale ai tempi dell'alluvione. Un direttore straordinario. Veniamo ai progetti, come va quello del centro di Sant'Ambrogio. E' vero che sarà dedicato alla ricerca per le materie teatrali e musicali? Sì, tutto è nato dopo la soppressione dell'Eti per cui dal Teatro della Pergola è confluita alla nostra biblioteca una ricca collezione. Prima dell'estate, contiamo di trasferire il laboratorio di restauro e, in qualche settimana, allestire il centro in quei 2000 metri quadrati. E il progetto dei fumetti? Ci tengo molto perché per me non si tratta di paraletteratura, come finora i comics erano stati considerati, tanto che questa collezione non è mai stata schedata. E una raccolta bellissima, che inizia dagli anni '20 e arriva ai nostri giorni. Vi troviamo anche una delle prime edizioni di Topolino che per un periodo è stato chiamato «Topo Lino». La collezione di riviste e comics troverà posto nelle ex caserme di via Tripoli ma i lavori devono ancora iniziare. Forse in 2-3 anni sarà tutto pronto. E la schedatura quando inizierà? Entro quest'anno.
Firenze. La direttrice Sebastiani: Così cambio la Biblioteca Nazionale
La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ha circa sei milioni di volumi, tra cui uno di autografi, 30mila manoscritti e 25mila cinquecentine. La direttrice, Maria Letizia Sebastiani, sta cercando di portare avanti alcuni progetti interessanti, come la valorizzazione del museo interno e dello spazio-mostre. La biblioteca ha anche una collezione di fumetti e riviste, che sarà schedata. La carenza di personale è il problema più grosso, con un organico di 183 dipendenti contro i 500 previsti. La Regione invia giovani del Servizio civile regionale per aiutare. La polemica sul freddo è considerata sterile.
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