Guiati: grave che la stazione Marconi dopo un anno vada in tilt Pensiamo di sistemare tettoie agli ingressi con un restyling a tema Si potrebbero così coinvolgere i privati Bisogna verificare se i contratti sono stati davvero rispettati I materiali usati sono quelli idonei? «Prima di tutto bisogna accertare le responsabilità di quello che è successo». Giancarlo Guiati, presidente di InfraTo, la società del Comune proprietaria della linea 1 della metropolitana e della linea 4, spiega quali saranno i prossimi passi dopo la rottura dei tubi del sistema antincendio allinterno delle stazioni, causa gelo, causa di tanti per torinesi. Guaiti, di chi è la colpa di quel che è accaduto? «È naturale che le condotte si siano rotte per colpa del gelo, ma bisogna comunque esaminare tutte le cause e verificare se non ci siano delle responsabilità contrattuali». Cosa intende? «Verificare, ad esempio, se i materiali sono idonei. Mostrano difetti? Se si, perché? Il primo tratto della metro è stato inaugurato nel 2006, ma la stazione Marconi ha meno di un anno. Linstallazione è stata realizzata in maniera corretta. Insomma, verifichiamo, se, come di dice, tutto è stato fatto a regola darte, compresa la manutenzione». A quanto ammontano i danni? «Sicuramente cè un danno di immagine, poi quello materiale, ma non credo, anche dalle verifiche condotte da Gtt, che si tratti di una cifra ingente». Una volta esaminate le responsabilità, come intendete procedere per evitare che il prossimo inverno si ripresenti il problema? «Abbiamo dato mandato anche su questo ai tecnici». Proteggerete tutti i tubi? «Non sarà necessario. I punti delle tubature dove si sono presentati i problemi sono in corrispondenza delle prese daria delle stazioni. È chiaro che in quei punti, con larrivo dellaria gelida, è più facile che limpianto si guasti. Andremo a vedere se limpianto è stato progettato correttamente e se sono necessarie modifiche». Gtt risolverà il problema delle obliteratrici in tilt per il gelo installando delle resistenze. Perché non si è pensato prima che le temperature a Torino crollassero sotto i meno dieci? «Manderemo una lettera alla Thales, il fornitore dei tornelli nelle stazioni. Vogliamo capire perché queste resistenze non sono state montate allorigine». Altro problema. Le tettoie agli ingressi: le chiedono anche gli utenti del metrò. Perché non mettere una copertura? «Costava troppo, in estrema sintesi. In realtà è la questione è più complessa. Sulla tratta Fermi-Porta Nuova, in fase progettuale, era stata studiata lopzione, ma oltre a costare, si sarebbero allungati troppo i tempi. La sovrintendenza, infatti, ci aveva sollevato diverse questioni su più di una stazione». E sullaltro tratto, Porta Nuova-Lingotto? «Si è deciso di risparmiare. Tra laltro Torino non è lunica città ad avere gli ingressi della metropolitana senza coperture. In Italia e fuori ci sono altri esempi». Le scale mobili non patiscono? «Sono state installate quelle più adatte allesterno. È vero, si bloccano. E rimangono ferme per lunghi periodi perché i pezzi di ricambio ci mettono mesi per arrivare. Abbiamo chiesto alle due aziende, Schindler e Otis, di creare un magazzino per interventi rapidi». Entro il prossimo inverno gli ingressi saranno coperti? «I progetti ci sono. Avevamo fatto un concorso di idee. Lo avevo seguito personalmente. Si tratta si un intervento da svariati milioni di euro, non una cosa minima. E i soldi non abbondano. Sottoporremo la questione al Comune e al ministero». Sfruttare pubblicità e sponsor? «Ci stiamo pensando. Ora che la linea ha un carico importante potremmo studiare qualche iniziativa per coinvolgere i privati. Lidea potrebbe essere quella di adottare una stazione della metro con un restyling a tema, che comprenda anche le spese della copertura». Chi potrebbe essere interessato? «Beh, perché non una stazione a tema caffè, senza fare nomi di aziende, oppure la fermata Lingotto, tutta rosso Ferrari, potrebbe avere uno sponsor naturale. E magari se ne potrebbero trovare altri coinvolgendo le Fiere».