Dopo l'audizione di Maurizio Seracini, stavolta in commissione cultura arrivano Tomaso Montanari e Anna Maria Petrioli Tofani, tra i primi firmatari dell'appello sottoscritto nei mesi scorsi per chiedere lo stop alle ricerche con la sonda. L'ex direttrice degli Uffizi, definisce le operazioni sulla Battaglia di Anghiari come «la ricerca di un feticcio, certo non un'operazione culturale». Mentre il docente di Storia dell'arte moderna alla «Federico II» di Napoli ha presentato una dettagliata relazione ai consiglieri di Palazzo Vecchio, sostenendo che le ricerche sarebbero state finora «effettuate sulla parete sbagliata, opposta a quella dell'affresco del Vasari». Tesi confortata da numerosi elementi storici. «Quando il sindaco Matteo Renzi ha annunziato la ripresa della ricerca con tecniche invasive, i dubbi sulla vera natura di questa iniziativa sono stati, dunque, assai corposi rileva Montanari Il sindaco stesso (il 30 novembre 2011) ha in effetti chiarito che si tratta di un'operazione di marketing a favore della città. Ciò nonostante, la competenza e la deontologia dell'Opificio delle Pietre Dure rassicuravano la comunità scientifica sul fatto che questa (comunque discutibile) operazione di marketing non avrebbe, almeno, messo a rischio l'opera di Vasari». Le ragioni di questa sicurezza «sono venute meno quando, alla fine di novembre, è stata diffusa una lettera della responsabile della pittura murale dell'Opificio in cui si chiariva autorevolmente come il ruolo scientifico dell'istituto fosse stato conculcato e come dunque tale garanzia di fatto non sussistesse». Di qui l'esposto al- la Procura della Repubblica di Firenze presentato da Italia Nostra. «Di fronte a questa gravissima evoluzione della vicenda, i più autorevoli membri della comunità internazionale degli storici dell'arte hanno firmato un appello rivolto alla soprintendente Acidini e al sindaco Renzi in cui si chiedeva una sospensione dei lavori e la costituzione di un osservatorio scientifico, terzo e autorevole». A questo appello (che ha avuto più di 500 firme) «non è stata data alcuna risposta, se si esclude una email del sindaco Renzi colma di ingiurie», conclude Montanari. Che poi rincara: «Trovo bizzarro che l'ultimo articolo pubblicato da National Geographic, rivista certo non terza perché sponsor dell'operazione, abbia affidato il reportage a un giornalista neo portavoce della soprintendente Cristina Acidini, che dovrebbe essere invece una figura di garanzia, sopra le parti». Una seduta accesa, quella di ieri in commissione cultura, con il presidente Leonardo Bieber (Pd) che definisce come «autorevoli, ma personali» i pareri che finora «hanno arricchito il dibattito». Mentre Mario Tenerani (Pdl) ribatte: «Serve chiarezza, perché Renzi si ostina a non ascoltare i pareri degli studiosi?». E presto, davanti alla stessa commissione, dovrebbe arrivare proprio la soprintendente Acidini.
Palazzo Vecchio, Vasari. Tutti i dubbi di Montanari
La vicenda delle ricerche sulla Battaglia di Anghiari con la sonda è stata oggetto di un appello firmato da numerosi storici dell'arte, che chiedono la sospensione dei lavori e la costituzione di un osservatorio scientifico. L'ex direttrice degli Uffizi, Anna Maria Petrioli Tofani, ha definito le operazioni come la ricerca di un feticcio, mentre il docente di Storia dell'arte moderna alla Federico II di Napoli, Tomaso Montanari, ha presentato una relazione ai consiglieri di Palazzo Vecchio, sostenendo che le ricerche sarebbero state effettuate sulla parete sbagliata.
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