La sovrintendenza contribuirà, ma servono trentaseimila euro L'INTERVENTO Le «Storie di San Jacopo» presentano punti di distacco e varie perdite di colore IL NULLA OSTA ai lavori è arrivato, la restauratrice è stata individuata ma mancano i fondi. Da restaurare è la cappella che racchiude le "storie di San Jacopo" nella chiesa di Santa Maria a Campi Bisenzio. I contributi pubblici oggi sono una rarità, la Sovrintendenza contribuirà ma a rimborso del 30 della spesa documentata e le raccolte fra i fedeli non potranno mai raggiungere quei 36.000 euro necessari. Ci vorrebbe il sostegno di una grande azienda, in grado di sponsorizzare il restauro, o di un imprenditore sensibile alla conservazione del patrimonio storico, artistico e religioso. La spesa sarebbe contenuta e una festa per tutta la città. Don Andrea Pucci, il parroco di Santa Maria, prova a lanciare quest'appello, l'ultima possibilità per dar vita ad un restauro. La chiesa ha bisogno di rifare l'intero impianto elettrico e anche questa spesa non è indifferente, ma potrebbe essere fatta dopo il restauro degli affreschi, adeguatamente protetti. GLI AFFRESCHI nella cappella risalgono al primo decennio del 1400, erano stati attribuiti a Mariotto di Cristofano, poi gli studi di Isabella Tronconi hanno portato all'individuazione anche di altri autori. "L'intervento spiega Carlotta Salvadore, restauratrice con oltre vent'anni di esperienza e diplomata all'opificio delle pietre dure si presenta difficile poiché ci sono punti di distacco degli affreschi, perdite di colore, raffigurazioni e iscrizioni non più leggibili. L'ultimo restauro risale agli anni cinquanta e fu curato da Ferdinando Ghelli, incaricato dall'allora parroco don Giorgio Capaccioli. Ci sarà bisogno di una pulitura molto delicata, gli affreschi sono anneriti dal fumo, dal tempo che inevitabilmente è trascorso". E' STIMATO un intervento di almeno dieci mesi. La parrocchia di Santa Maria molto attiva sul fronte del sociale e della solidarietà internazionale, ha dato vita negli ultimi anni a vari progetti come la raccolta museale di arte sacra (anche in questo caso mancano un po' di fondi per completare l'allestimento delle sale e l'apertura al pubblico) e il recupero dell'ex cinema Moderno, che diventerà "sala di comunità". Ora, ci sarebbe da pensare alla chiesa, al recupero di questa cappella (gli affreschi sono distribuiti su circa 100 mq) che è un piccolo scrigno di arte. Oltre alle storie di San Jacopo vi sono raffigurati gli apostoli, la Madonna in trono con bambino. "Il rifacimento dell'impianto elettrico spiega l'architetto Simona Manetti è compatibile con il restauro e oramai se ne parla dal 2004. Abbiamo il nulla osta della Sovrintendenza e la situazione ogni anno diventa più difficile".