Ennesimo scontro in giunta per la presidenza E l'assessore rischia di nuovo di essere cacciato C'è l'ennesimo scontro sotterraneo tra Pisapia e Boeri dietro la paralisi della Triennale. Dopo i musei e l'Expo, il duello tra il sindaco e l'assessore alla Cultura si allarga fino ai vertici della fondazione di via Alemagna. Dove, a metà dicembre, la giunta arancione su pressing di Boeri ha nominato nel consiglio di amministrazione Carlotta De Bevilacqua, moglie del fondatore di Artemide (marchio storico del design). Il salto alla presidenza come successore di Davide Rampello sembrava scontato: per statuto, infatti, il nome del presidente deve essere scelto tra i tre consiglieri indicati dal Comune di Milano. Il nome di lady Artemide, però, non ha trovato la maggioranza dei consensi. Ai vertici della Triennale ci sono anche i rappresentanti di Provincia, Camera di Commercio, Regione e ministero dei Beni Culturali. A spingere la De Bevilacqua non sono servite, per il momento, nemmeno le telefonate di Stefano Boeri, che ha tentato di convincere personalmente i consiglieri sulla bontà della scelta. Dal sindaco Pisapia, però, fino a questo momento non c'è stata nessuna volontà di «forzare» il cda e imporre il cavallo di Boeri. Anzi. Nei corridoi della Triennale si sussurra che la candidatura alternativa di Claudio De Albertis, numero uno di Impregilo e dell'associazione dei costruttori, non sia sgradita al primo cittadino. De Albertis, manager esperto e autorevole, porterebbe in dote anche la capacità di attrarre risorse private indispensabili per tenere in piedi il bilancio dell'ente culturale (già oggi più del 50 dei fondi non arriva dal pubblico). Per lui si sarebbe speso anche l'assessore al Commercio Franco D'Alfonso, capofila della lista civica del sindaco alle ultime elezioni comunali. Insomma, di fronte a un voto compatto su De Albertis, Pisapia non avrebbe niente da ridire. Chi ne uscirebbe con le ossa rotte sarebbe invece lo stesso Boeri, «commissariato» ancora una volta dopo i continui screzi con il sindaco. Le mediazioni e le trattative proseguiranno fino all'ultimo, anche se sembra tramontata l'unica soluzione in grado di sbloccare l'empasse: Giulio Ballio, già rettore del Politecnico e vicepresidente della Triennale, sarebbe poco incline ad accettare la presidenza perché appena nominato da Pisapia in Atm. Il doppio incarico, ovviamente, esporrebbe la giunta del «vento che cambia» a una valanga di polemiche. Nelle ultime ore si è fatta largo anche l'ipotesi di Mario Giuseppe Abis, rappresentante del Comune e docente di sociologia dello Iulm, ma i giochi sono ancora aperti. Una cosa è certa: non ci sarà nessun commissariamento dell'ente, visto che manca un anno alla scadenza del cda e lo statuto prevede il commissariamento dopo due anni consecutivi di bilanci in passivo. Mancano i tempi tecnici. Per Boeri, che due giorni fa ironizzava su Facebook sulla sua pre-carietà («Due mesi fa, prima di essere messo "sotto tutela", sollevavo i problemi del Pd»), la distanza dal sindaco potrebbe allargarsi di nuovo. Pericolosamente.