Accanto all'area della Cappella degli Scrovegni a Padova il Comune ha deciso di costruire la nuova sala perla musica Ambientalisti e intellettuali lanciano l'appello per salvare i dipinti e si schierano contro l'auditorium Zanonato non torna indietro, ma si aprono le prime crepe dentro alla maggioranza di centrosinistra PADOVA. Salvate Giotto. L'ultimo appello, in ordine di tempo, per far ricredere il sindaco di Padova, Flavio Zanonato, dal proposito di realizzare il nuovo Auditorium della città del Santo a due passi dalla Cappella degli Scrovegni arriva da un gruppo di intellettuali capitanato da Salvatore Settis (archeologo, storico dell'arte ed ex rettore della Normale di Pisa). «Il rischio di pregiudicare i capolavori di Giotto è concreto. E' la seconda volta in duecento anni che il monumento viene messo in pericolo. Bisogna fermarsi», sentenzia Settis. Il precedente a cui fa riferimento l'ex rettore risale al 1827 quando venne abbattuto Palazzo Scrovegni minacciando di fare lo stesso anche con la vicina Cappella. IL PROGETTO. Questa volta invece siamo di fronte alla decisione, politica, di realizzare la nuova Casa della musica di Padova a 200 metri dagli affreschi di Giotto. Una costruzione con un'unica grande sala da circa 1.600 posti che sta diventando l'oggetto della discordia in città, e non solo. Avversato dagli ambientalisti, bocciato dall'opposizione di centrodestra, e parzialmente salvato da uno studio idrogeologico commissionato atre docenti universitari, l'Auditorium sta incrinando la stessa giunta di centrosinistra, con gli esponenti dell'Italia dei Valori sempre meno propensi a dare il proprio benestare a un'operazione troppo gravosa (economicamente) e forse anche troppo rischiosa (per la conservazione del ciclo pittorico del Maestro del '300). PRESCRIZIONI. Il team di ingegneri del Dipartimento di Ingegneria idraulica dell'Ateneo patavino ha infatti dato il via libera alla realizzazione del progetto, salvo intimare una serie di precise prescrizioni da rispettare anche oltre la costruzione dell'opera. Il terreno di piazzale Boschetti (ex stazione delle corriere e area designata dove far sorgere l'Auditorium) dovrà infatti essere costantemente monitorato: prima, durante e dopo l'eventuale chiusura del cantiere. E ancora non basta, perché l'intera area al di là del Piovego e quindi della Cappella degli Scrovegni dovrà essere accuratamente tenuta sotto osservazione idraulica, considerato come nella zona l'Auditorium non sarà l'unica struttura prevista. IL MAXI-PIANO. In un perimetro di poche centinaia di metri dagli affreschi degli Scrovegni infatti sorgerà anche una torre di oltre 100 metri, mentre è già stato innalzato un parcheggio di due piani, inizialmente previsti interrati, poi invece riemersi in superficie. E il motivo è molto semplice: sotto il livello del fiume, e quindi anche della Cappella che ospita gli affreschi di Giotto, scorrono due falde acquifere: comunicanti e fondamentali nel sistema idrogeologico dell'area. Proprio quello che hanno rilevato i tre docenti universitari guidati dal professor Luigi D'Alpaos. Nelle conclusioni del loro studio hanno infatti minuziosamente illustrato la composizione del terreno e le tecniche da utilizzare in caso di costruzione dell'Auditorium per salvaguardare il monumento-capolavoro. IL SINDACO. Spiegazioni ritenute dal sindaco Zanonato sufficienti e rassicurative per procedere col progetto. Non altrettanto per gli intellettuali firmatari dell'appello "salviamo Giotto" né per alcuni dei suoi stessi alleati in giunta che continuano a ritenere l'operazione troppo azzardata. Concetto ribadito anche venerdì sera nel corso di una riunione di maggioranza da parte dell'Italia dei Valori e persino di alcuni consiglieri comunali del Partito Democratico (lo stesso del sindaco). Già il quadro non fosse abbastanza ricco di particolari, deve aggiungersi anche l'aspetto economico. Perché a quanto pare le difficoltà che sta incontrando l'Amministrazione padovana non sono solo tecnico- ambientalistiche. C'è anche il risvolto economico. Che pesa, eccome. LA FONDAZIONE CARIPARO. L'Auditorium può infatti essere costruito solo se la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo conferma il finanziamento annunciato: sceso nel frattempo da 50 a35 milioni di euro. Ma considerata l'attuale situazione economica, il presidente dell'ente bancario (Antonio Finotti) sta ulteriormente cercando di smarcarsi dall'intervento. Tanto che il Comune (in previsione di una sempre più probabile riduzione dei finanziamenti) ha già previsto il "piano B", contenere gli spazi e dunque i costi. Quindi niente più sale convegni e riunioni attorno alla grande "hall" concertistica, ma solo, appunto, un unico spazio per gli eventi musicali. E così sta prendendo forma l'ipotesi di un Auditorium formato "ristretto", dove possano trovare posto anche attività commerciali private per sostenere e giustificare l'entità di un investimento comunque faraonico per una città di provincia, che invece di una piramide rischia di trasformarsi in un sarcofago. La relazione A rischio la staticità del monumento PADOVA Nelle oltre cento pagine della loro relazione, i tre "saggi" dell'Università di Padova (Luigi D'Alpaos, Paolo Simonini e Paolo Salandin) hanno tracciato un disegno particolareggiato della superficie dove dovrebbe sorgere il nuovo Auditorium, spiegando anche i rischi che potrebbero essere corsi in caso le prescrizioni da loro previste non dovessero essere rispettate alla lettera. A pagina 3, parlando della profondità delle falde sotterranee i tre docenti spiegano come «dati i volumi di scavo la circolazione idrica sotterranea potrebbe subire, in assenza di interventi specifici, una significativa alterazione dell'equilibrio idrogeologico raggiunto nel corso degli anni che potrebbe avere ripercussioni in una vasta area circostante. Parole alle quali si aggiungono calcoli, studi e grafici. Quindi, ai punti 24-25 lo studio osserva come «le diminuzioni di pressione dell'acqua si traducono comunque in un corrispondente incremento dello stato tensionale efficace nel terreno accompagnato da spostamenti verticali nel terreno - riportano i tre professori univeristari - Tali spostamenti, ancorché limitati, data la modesta variazione dello stato tensionale generata dai prelievi sul lato Boschetti, potrebbero avere qualche ripercussione sul delicato equilibrio strutturale della Cappella degli Scrovegni.
Padova. E' allarme per gli affreschi di Giotto
Il Comune di Padova ha deciso di costruire un nuovo Auditorium della musica a due passi dalla Cappella degli Scrovegni, che ospita i capolavori di Giotto. Il progetto è stato avversato dagli ambientalisti e l'opposizione di centrodestra, e il sindaco Flavio Zanonato ha spiegato che le prescrizioni da parte di un team di ingegneri del Dipartimento di Ingegneria idraulica dell'Ateneo patavino non sono sufficienti a garantire la conservazione del ciclo pittorico del Maestro del '300.
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