Il nuovo presidente dell'Istituto Angelo Varni: «La mia scommessa è un umanesimo hi-tech» La valorizzazione della cultura, da quella classica alla gastronomia: l'intervista al numero uno dell'Ibc regionale Sono passati sei mesi da quando il professor Angelo Varni ha raccolto l'eredità, pesante, del collega Ezio Raimondi nel ruolo di nuovo presidente dell'Istituto dei Beni Culturali dell'Emilia Romagna. La nomina a fine luglio, l'operatività dopo l'estate. Compito impegnativo per un'istituzione nata a metà nel 1974 in viale Aldo Moro come strumento della programmazione regionale e organo di consulenza degli enti locali: esperienza originale e unica in Italia. Varni non vuole fare rotture col passato, ma proseguire il lavoro di Raimondi, sviluppando alcune specificità. Professore, ci vuole indicare le finalità della sua carica e quindi dell'Istituto? «Abbiamo due settori di intervento: il primo è la valorizzazione, lo studio, l'arricchimento dei beni conservati in biblioteche, musei e archivi. Non c'è soltanto il passato. Noi cosa esportiamo? La Ferrari, la Ducati, la moda. Poi c'è un'altra attività, ben presente negli scopi che i padri fondatori dell'Istituzione avevano indicato: conoscere al meglio il territorio, le sue eccellenze culturali». C'è ancora quindi molto da «scoprire»? «Il nostro compito è fare un'indagine su un concetto "largo" dei beni culturali, individuando le attività che hanno contribuito a rendere ricco e interessante il nostro territorio, comprese la tradizione artigianale, quella culinaria e tutte le nuove produzioni culturali». L'Ibc dunque non è, come tanti pensano, un'istituzione rivolta solo alla conservazione del passato? «Vuole uno slogan? L'Ibc tutela il passato per costruire il futuro. Come scrisse Emiliani: "Le pietre parlano e rappresentano una storia", la nostra storia». La cultura è il nostro vero patrimonio. «Non possiamo prescinderne: è ciò che rende la nostra vita diversa da quella di altri popoli. Ma non c'è solo il passato. Noi cosa esportiamo all'estero? La Ferrari, la Ducati, la moda. Tutto frutto delle nostre conoscenze culturali, della nostra storia». Occorre quindi che l'Ibc si riaggiorni. «Da una parte si tratta di riprendere gli studi fatti e rivalorizzarli. E poi riaggiornarci, sì. Penso alla dismissione delle grandi fabbriche, allo sviluppo dei centri commerciali, agli immigrati: l'Ibc può stare in mezzo a tutto ciò proprio per collegarci a culture altre. Io voglio realizzare questi altri tasselli di conoscenze». Lei parla di nuove dimensioni strutturali del territorio. E la fruizione? «Abbiamo davanti a noi i nuovi linguaggi virtuali. Potenzialità enormi. Vorrei sfruttarle, proprio adesso che la nostra antica cultura umanistica viene ricercata nel mondo per applicare lì le nuove tecnologie, per diffonderla meglio». tin esempio? «Alla Fondazione Cini c'era un affresco del Veronese che fu trasferito in un museo: operazione dannosissima. Ora, grazie alle nuove tecnologie, è stato ricostruito là dove era prima». Le risorse ci sono? «Per ora sì, per il futuro conto sulla sensibilità che mi è stata dimostrata». Nessuna sovrapposizione con le Sovrintendenze? «Assolutamente no, abbiamo ottimi rapporti. Loro verificano, controllano tutelano. Noi, col nostro sforzo conoscitivo, dovremmo essere di ausilio e collaborazione». L'Ibc intensificherà i rapporti con l'Università, magari coinvolgendo giovani ricercatori? «Non con la, ma con le Università, certo. Il rapporto coi giovani è fondamentale, la loro passione per la cultura è quasi commovente. E poi sono il tramite fra l'oggi e il domani, anche perché dialogano fra loro». Lei oltre a essere un docente dell'Alma Mater ha tanti altri incarichi: come fa a seguirli tutti? «Intanto non gestisco più il master della Scuola di giornalismo e a fine anno lascio anche il Cda della Fondazione del Monte: mi sembra quasi di essere in vacanza. Ma forse il segreto è un altro, me lo ha insegnato il mio maestro, Giovanni Spadolini: la velocità di esecuzione. Scrivo e costruisco pensieri molto in fretta. Un po' come un giornalista. Del resto Spadolini era sia una giornalista sia uno storico». Che cos'è La nascita La legge regionale L'Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna (IBC) è nato nel 1974 come strumento della programmazione regionale e organo di consulenza degli enti locali nel settore dei beni culturali. Dal 1983 fa parte dell'Istituto la Soprintendenza regionale per i beni librari e documentari che gestisce gli interventi per le biblioteche e gli archivi storici. Nel 1995 I'IBC è stato riordinato e rinnovato sulla base di una nuova legge regionale (n.29) in cui si ribadisce il suo ruolo «di organo tecnico scientifico e strumento della programmazione della Regione» L'attività Promozione e tutela L'Istituto «promuove e svolge attività conoscitiva e operativa, di indagine e di ricerca, per la valorizzazione e il restauro del patrimonio storico e artistico, per la tutela, valorizzazione e conservazione dei centri storici, per lo svolgimento di ogni funzione relativa ai beni artistici, culturali e naturali» Gli uomini Le cariche Dal 25 luglio 2011 il presidente dell'IBC è il professor Angelo Varni La direzione, che ha sede a Palazzo Bonasoni , è affidata all'ingegner Alessandro Zucchini, mentre il consiglio direttivo è composto da Giordano Conti, Giovanni De Marchi, Laura Muti, Clementina Santi, Siriana Suprani, Isabella Zanni Rosiello
Emilia Romagna. L'Ibc del futuro
Il nuovo presidente dell'Istituto Angelo Varni, Angelo Varni, ha espresso la sua visione per l'Istituto dei Beni Culturali dell'Emilia Romagna (IBC). Varni vuole proseguire il lavoro del precedente presidente Ezio Raimondi, valorizzando la cultura e la storia dell'Emilia Romagna. L'Ibc ha due settori di intervento: la valorizzazione e lo studio dei beni culturali, e la conoscenza del territorio e le sue eccellenze culturali. Varni vuole riaggiornare gli studi fatti e rivalorizzarli, e sfruttare le nuove tecnologie per diffondere la cultura umanistica. L'Ibc collaborerà con l'Università e con le Sovrintendenze per tutelare e valorizzare i beni culturali.
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