Scrigno studiato da appassionati di tutto il mondo Si fermi l'assedio dei tombaroli e delle carcasse di vecchie navi Intervista. Coppola, guida subacquea «Andrebbero ripresi gli scavi mai rinvenute tre statue» «La spiaggia sotto Punta Epitaffio e gli abissi di Baia potrebbero nascondere altri importanti reperti archeologici, sarebbe opportuno che la Soprintendenza e il ministero per i Beni culturali decidessero di finanziare nuove campagne di scavo. Anche perché all'appello mancano tre statue che alcuni studiosi localizzano nell'antico Ninfeo». Sergio Coppola è una guida archeologica del Centro Sub Campi Flegrei, il diving center che da anni accompagna i turisti in immersioni mozzafiato tra le rovine del parco archeologico sommerso di Baia. Che idea si è fatto del materiale affiorato dopo la mareggiata? «Quel grosso blocco di marmo odi altro materiale sul quale sta indagando la Soprintendenza è affiorato nella porzione di spiaggia che, alla fine della seconda guerra mondiale, fu oggetto di una serie di azioni predatorie da parte dell'esercito americano in risalita verso la Linea Gotica. Qui a Baia lo sanno tutti che gli americani a colpi di benna scandagliarono i fondali e la battigia proprio a pochi metri dall'area dei ritrovamenti archeologici. Chissà che sotto quella sabbia si nascondano altri preziosi reperti». Si parla dl tre statue che avrebbero fatto parte del complesso del Ninfeo, ma di cui non v'è mal stata traccia. Secondo lei che fine hanno fatto? «Nel 1969 le statue di Ulisse e il compagno con l'otre Baio furono trovate in situ, ancora in posizione eretta e non sulla spiaggetta, come erroneamente spesso si pensa. La campagna di scavo tra il 1981 e 1982 portò alla luce le statue di Antonia Minore (madre dell'imperatore Claudio) Ottavia Claudia (figlia) due statue di Dioniso e un frammento di statua maschile, che poi furono collocate nell'attuale Museo Archeologico del Campi Flegrei nella sala del Ninfeo. Ma secondo una ricostruzione del professore austriaco Bernard Andreae, la scena dell'ubriacatura di Ulisse rinvenuta nei fondali di Baia lascia ipotizzare anche la presenza di Polifemo, che non si è mai trovato. Come sono ancora da cercare le statue di Livia e di Augusto». Ipotesi decisamente suggestive. E se quelle statue fossero state trafugate dal tombaroli degli abissi? «Il boom dei trafugamenti illegali si è registrato fino agli anni '80, poi i controlli rafforzati e l'avvio delle campagne di scavo della soprintendenza hanno decisamente posto un freno al fenomeno, che comunque tuttora esiste. Ma il problema è legato anche alle carcasse di navi mercantili che per anni sono state negli abissi del porticciolo di Baia. Quelle navi fino a venti anni fa uscivano dal porto cariche di pozzolana, ma in alcuni casi le loro ancore hanno danneggiato mosaici e strutture del Portus Julius». Un cimitero delle navi a pochi passi dal paradiso degli archeosub. Uno stridente contrappasso. «Per capire l'importanza del sito sommerso di Baia, basta guardare ai reportage realizzati appena tre mesi fa da History Channel e dalla Bbc». In merito al blocco affiorato dalla sabbia di recente, si ipotizza che si tratti dl materiale calcareo piuttosto che dl vero e proprio reperto. E comunque la prova evidente che la spiaggia di Punta Epitaffio, a pochi metri dall'area sommersa, potrebbe nascondere ancora altre ricchezze archeologiche coperte dalla sabbia».