Architetti e intellettuali contro i nuovi palazzi in via Procaccini Il piano prevede appartamenti, box e un albergo "Intervento brutto e con zero servizi" Lappello al sindaco Pisapia per modificare il progetto dellarea ex Enel nella zona vicina al cimitero Monumentale è firmato da un folto numero di intellettuali della società milanese: dalleditore Rosellina Archinto al designer Fabio Novembre, dallo storico dellarte Carlo Bertelli alleditore Luca Formenton, dalla regista Marina Spada al docente universitario Salvatore Settis, fino al giornalista Marco Travaglio. E in prima fila ci sono notissimi architetti come Gae Aulenti, Mario Botta, Italo Rota. La lettera spedita ieri segue di pochi giorni il ricorso al Tar contro il progetto presentato dai cittadini della zona, spiegano i primi promotori di questa iniziativa, Marco Belpoliti, Marco Biraghi, Gianni Biondillo, Luca Molinari, Roberto Marone e Alberto Saibene, riuniti nel comitato Area ex Enel. Oltre a lamentare «la scarsa o nulla qualità architettonica in una zona così importante nel centro di Milano», i firmatari propongono il risanamento e riedificazione dellarea posta tra le vie Bramante, Procaccini, Niccolini e piazzale del Monumentale come «caso esemplare, un banco di prova per la trasparenza degli atti amministrativi e della stessa democrazia partecipativa». Il progetto contestato, che nasce dalla precedente amministrazione, è stato approvato a fine settembre dalla giunta Pisapia «producendo una variante al Piano regolatore in modo urgente, senza che esistano motivate ragioni che lo giustifichino». I cittadini non hanno avuto la possibilità, in pieno agosto, di presentare le eventuali osservazioni al progetto che non contiene alcun servizio utile alla città (asili, centro anziani o per giovani, verde pubblico). E che prevede «la costruzione di un albergo a nove piani a 200 metri dal Monumentale, labbattimento delledificio dellEnel anni Trenta, memoria storica della Milano operaia, per edificarne un altro con volumetria tripla rispetto allesistente» ad uso residenziale. Oltre alla costruzione di 243 box interrati e al risanamento e trasformazione di alcuni capannoni storici dellEnel per la nuova sede dellAdi, Associazione del design italiano. «Tutto questo dovrebbe comportare la realizzazione di una dotazione standard, cioè di aree e servizi dati al Comune per uso pubblico, ma invece al Comune rimane solo una piazza di 2500 metri quadri davanti allalbergo e sopra ai box - spiega lo scrittore e architetto Gianni Biondillo - . Le altre due piazze restano di uso pubblico, cioè di proprietà privata, così come lAdi è unassociazione privata. Che ci guadagna la città con questo progetto, che è anche brutto, e crea uno sfregio urbanistico alla zona del Monumentale?». Per questo si chiede di rivedere le altezze dei volumi edilizi, di non abbattere ledificio Enel anni Trenta ma di riqualificarlo e di trasferire la proprietà degli oneri urbanistici in mano pubblica, «come è dobbligo per legge». In più, se «non è possibile indire un concorso, bisogna nominare una architetto di riconosciuta professionalità e usare lo strumento del concorso di idee per gli spazi pubblici». Non solo per questo caso, ma anche per il futuro.