TRENTASEI immobili in tutta Italia, dei quali undici soltanto a Roma. Lo shopping della società americana Carlyle, sì proprio quella di cui è speaker George Bush senior e socio anche l'ex segretario di Stato James Baker, ha dunque "targato" di stelle a strisce un sostanzioso pacchetto di importanti edifici nella Capitale, e qualcuno sostiene che sia stato anche un affare assai conveniente, forse troppo. Così almeno ne è convinta l'ex ministro dei Beni culturali, la diessina Giovanna Melandri. Vendita all'incanto perfezionata non più di quattro giorni fa, secondo la consueta filosofia del ministero dell'Economia di vendere immobili di proprietà dello Stato per "fare cassa" e a pochi mesi di distanza dall' altra mega-vendita di grandi alberghi e interi edifici in pieno Centro storico, in cui, si disse, il gruppo Caltagirone fu l'asso pigliatutto. Anche questa ultima tornata di aste è stata gestita dalla società Scip. società cartolarizzazione immobili pubblici e dal Consorzio privato G6 per conto del ministero e attuata, su Roma, lo scorso 25 febbraio, dal gruppo Romeo, che si occupa, tra l'altro, delle vendite all'incanto degli immobili di proprietà dello Stato nell'area Centro sud Italia. Dunque, cosa hanno comprato gli americani? Sui 14 diversi immobili all 'incanto nel lotto 2, i potenti acquisitori se ne sono comprati ben 11. Il pezzo più pregiato, è la favolosa, anche se fatiscente da anni, e vincolatissima, Villa Manzoni che era di proprietà dell'Inpdai, ma che fu commissionata nel '25 ad Armando Brasini, l'architetto maledetto, dai Conti Manzoni, eredi dell'autore dei Promessi Sposi. Edificio di tremila metri quadri e parco attiguo di 90 mila metri quadri sulla via Cassia, al civico 471, altezza Tomba di Nerone, che per anni ogni diverso sindaco romano e ministro dei Beni culturali si era impegnato ad acquisire come parco pubblico. Il complesso immobiliare è composto da tre diversi fabbricati, la villa principale, l'ex villino del giardiniere, e le ex stalle. Prezzo di aggiudicazione? Non viene reso noto, ma si parla di appena l' 1 per cento di rialzo d'asta. Gli altri edifici ceduti al gruppo di real estate statunitense di cui per qualche tempo è stata advisor per l'Europa anche l'attuale ministro Letizia Moratti? Un palazzo umbertino in via XX settembre 27b a poca distanza dagli uffici dello stesso Tremonti, anch'esso ex proprietà di un ente pubblico, ma anche molti modernissimi palazzi d'uffici: un edificio di oltre 8 mila metri quadrati in via Tovaglieri 411, al Prenestino, un altro di oltre 5 mila e 500 all'Eur, in via Chianesi, e un palazzo di quasi 9 mila metri quadrati tutto vetri fumé e alluminio anodizzato in via dei Berio, a Tor Tre Teste e ancora, non distante, in via Staderini, 5 mila 500 metri quadrati moderni e di uffici sfitti. E le vendite continuano.