Il museo dell'Ebraismo di Ferrara avanzerà per stralci, in base ai soldi che saranno disponibili. Intanto si procede con la progettazione definitiva. Il committente stima così le prossime tappe: entro febbraio approvazione del progetto preliminare; entro l'anno validazione del progetto esecutivo; inizio 2013 gara di lavori. Questo, in sintesi, è il bilancio a circa un anno dall'aggiudicazione del concorso di idee che ha individuato la proposta del team guidato dallo studio romano -Scape con Michael Gruber e Kulapat Yantrasast (si veda «Progetti e Concorsi», n. 42011). La fase di progettazione è a pieno regime. La scorsa settimana si è anche aperta la conferenza di servizi, promossa dal committente per anticipare, fin dal progetto preliminare, il dialogo fra gli enti coinvolti. «Questo ci consentirà di procedere speditamente quando il progetto definitivo verrà portato a termine, cioè sicuramente entro l'estate», dice Carla Di Francesco, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna e Rup del concorso. Al team romano è stata affidata tutta la progettazione, incluso l'esecutivo e la direzione artistica. «Il rapporto con il committente è ottimo, e la progettazione avanza», dice Alessandro Cambi, socio dello studio romano -Scape. Il problema è semmai un altro: i soldi. A fronte di un intervento che costa circa 30 milioni, il committente ne ha in cassa solo metà. Ma di questi 15 milioni, circa un quarto è disponibile per finanziare l'intervento. Infatti, un fetta dei soldi è servita per il concorso (spese e premi) e un'altra parte di soldi è servita per riqualificare una parte della struttura, recentemente inaugurata: tre sale all'interno della Palazzina di via Piangi-pane, che ha richiesto circa due milioni di lavori ed è stata aperta al pubblico lo scorso 12 dicembre. Dunque? «Procederemo per stralci funzionali spiega Di Francesco partendo con i lavori di demolizione e delle fondazioni e intervenendo a partire dal corpo centrale delle ex carceri». Il recupero di questo corpo centrale avverrà parzialmente, con due piani su tre. «Una volta completata la progettazione definitiva aggiunge sempre il tecnico del Mibac procederemo con la progettazione esecutiva solo della parte che sarà realizzabile in base ai soldi disponibili». Resta così in attesa il nuovo ingresso del museo, l'elemento che forse più di tutti concentra la forza ideativa dei progettisti, e che caratterizzerà in modo molto evidente l'impatto visivo dell'edificio. Soldi permettendo.