Sul sito di Riano invece i tecnici minimizzano le criticità Nessuna marcia indietro. Almeno per ora. Il prefetto Giuseppe Pecoraro, nella sua veste di commissario per l'emergenza rifiuti a Roma, continua a puntare sulle cave di Corcolle (Roma est) e Quadro Alto (Riano) per le due discariche provvisorie post Malagrotta, in via di esaurimento. Malgrado la mobilitazione delle popolazioni locali, con ricorsi al Tar ed esposti in procura. A Corcolle la società Cidiemme Engineering (presieduta da Pietro Moretti, uno dei due consulenti nominati da Pecoraro) ha completato i rilievi idrogeologici. E questa settimana è previsto il completamento del progetto preliminare di discarica. Nella cava di Quadro Alto invece le analisi, affidate al provveditorato per le opere pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna, stanno per iniziare (neve permettendo). Con tre tecnici del Comune di Riano in affiancamento a quelli "ufficiali". Per Pecoraro un sito alternativo a Quadro Alto sarebbe ipotizzabile solo se gli accertamenti dessero esito negativo. L'opzione avanzata, ossia la cava di Pian dell'Olmo, nel Comune di Roma, ma a circa i lcm da Quadro Alto, è osteggiata però con altrettanta determinazione dalla popolazione e dal sindaco di 2 I siti scelti. Sono le aree, a Corcolle (Roma est) e Quadro Alto(Riano), individuate dal commissario Pecoraro per creare le due discariche provvisorie post-Malagrotta Riano. Nella relazione depositata al Tar e datata 9 gennaio 2012, i due consulenti tecnici del prefetto,gli ingegneri Pietro Moretti e Paolo Sorrentino, non sembrano d'altro canto avere dubbi sulla fattibilità di una discarica sia a Quadro Alto che a Corcolle, dove «dovranno essere svernati esclusivamente rifiuti preventivamente trattati negli impianti di trattamento meccanico biologico (Tmb)». E così, ad esempio, indicano già le soluzioni per scongiurare il rischio di inquinamento della falda, evidenziato a Riano dai comitati locali. Senza scomporsi neppure di fronte al problema della falda affiorante rispetto al fondo della cava scelta (dove è ancora in corso l'estrazione di tufo). «Tale condizione - scrivono Moretti e Sorrentino - qualora fosse accertata, non risulterebbe interferente o condizionante». Perché in fase di allestimento «sarà necessario procedere al riempimento della parte più depressa della cava». Come? «Spostando il materiale di scarto dell'attività estrattiva accumulato nella parte a nord del sito individuato». Così sarà possibile «innalzare» il fondo della discarica «ottenendo un'area sollevata di almeno 8 metri dalla massima escursione della falda (una volta accertata con adeguate indagini)». Fondo da impermeabilizzare con «una barriera geologica artificiale». Mentre il problema della vicinanza al centro abitato viene ridimensionato perché «il profilo delle distanze nel nuovo piano rifiuti regionale è stato inserito tra i fattori di attenzione pro- 3 milioni I metri cubi. È lo spazio totale previsto dai tecnici del prefetto per lo smaltimento dei rifiuti romani, nell'arco di tre anni, nelle due discariche di Quadro Alto e Corcolle gettuale e non più nei fattori escludenti». Quanto alla futura discarica di Corcolle, i tecnici non sembrano impensieriti dalla vicinanza di Villa Adriana, tutelata dall'Unesco, perché i due siti «distano oltre 2.300 metri» e tra di loro è «interposta l'autostrada dei Parchi». In realtà l'ipotesi di una discarica a soli zoo metri dalla zona cuscinetto annessa alla Villa dell'imperatore Adriano sta creando un vivo allarme nel mondo della cultura. Hanno preso una posizione critica, tra gli altri, archeologi come Andrea Carandini, presidente del consiglio superiore dei beni culturali, e Louis Godart, membro dell'Accademia dei Lincei e dell'Accademia di Francia, che dice: «faremo il possibile perché questo scempio non avvenga». Non solo. In una nota del i6 gennaio 2012la direzione regionale del ministero peri Beni culturali ha ribadito l'importanza dell'area di Corcolle, «a ridosso di una necropoli soggetta a vincolo archeologico» e «oggetto di campagne di scavo e monitoraggio». Tutti fattori che rischiano di complicare la vita a Pecoraro.
ROMA - Discarica a Corcolle, pronto il progetto
Il prefetto Giuseppe Pecoraro ha indicato le cava di Corcolle (Roma est) e Quadro Alto (Riano) come siti per le due discariche provvisorie post-Malagrotta. La società Cidiemme Engineering ha completato i rilievi idrogeologici a Corcolle e previsto il completamento del progetto preliminare di discarica. A Quadro Alto, le analisi stanno per iniziare. Il prefetto non sembra avere dubbi sulla fattibilità di una discarica sia a Corcolle che a Quadro Alto, anche se il sito di Corcolle è vicino alla necropoli di Villa Adriana, tutelata dall'Unesco.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo