Il sindaco della legalità e dei beni comuni cerca disperatamente cavilli per svicolare dalla legalità e mettere a rischio un bene comune. Le infinite soprintendenze e la loro direzione regionale cercano fino all'ultimo di non soprintendere e non dirigere, nascondendosi dietro al dito del vincolo. Gli azzeccagarbugli del Mibac, invece di assottigliare quel nascondiglio, lo moltiplicano, fino ad elevare una cortina fumogena che tutto renda possibile. Una complessa carpenteria di ipocrisia giuridica, che conosce la sua apoteosi nell'affermazione che la scogliera mette a rischio l'ambiente, ma non il vincolo. Dunque, tutti tranquilli. Gli industriali, i commercianti e i costruttori edili di Napoli si stracciano le vesti contro la «subcultura premoderna» di chi difende l'ambiente e la legge: come se una vera cultura di sviluppo ecomomico si basasse sui baracconi clientelari dei Grandi Eventi una tantum. Scrivono che la Coppa America può «dare avvio ad un processo positivo di risalita, di modernizzazione, di valorizzazione del ruolo e della storia di Napoli». Ora, se una simile chiacchiera fiorisse sulle labbra di un portavoce politico non ci si stupirebbe: ma che a dirlo sia chi per professione dovrebbe essere concreto e realista spiega forse perché Napoli è nella situazione in cui è. Infine, i famosi frequentatori dei 'salotti radical chic', in queste ore tanto vituperati dall'amministrazione. Invece che starsene al caldo, godersi la vista del mare dalle loro terrazze e pensare ai propri beni privati, vanno ad esporsi sui giornali, a difendere Via Caracciolo e a lottare per il bene comune. Non c'è che dire, a Napoli è proprio tutto alla rovescia.
Napoli e l'America's Cup, ovvero il mondo alla rovescia.
Il sindaco della legalità e dei beni comuni cerca di evitare di rispettare la legge e mettere a rischio un bene comune. Le autorità competenti cercano di non interventare, mentre gli esperti del Mibac creano una serie di ipocrisie giuridiche per permettere tali azioni. Gli industriali e i commercianti di Napoli si oppongono alla difesa dell'ambiente e della legge, affermando che una vera cultura di sviluppo ecomonomico si basa su clientelari. Alcuni politici e attivisti difensori dell'ambiente e della legge vanno in giro a difendere Via Caracciolo e a lottare per il bene comune, mentre gli altri si concentrano sui propri interessi privati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo