Mercoledì scorso, ventitré anni dopo la caduta del Muro di Berlino, è caduto il Vincolo del soprintendente Gizzi sulla scogliera antistante via Caracciolo che ora potrà mettersi i baffi per la Coppa America. Lo schianto si è verificato nella Bapsae, la base dei beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici, etnoantropologi allinterno di Palazzo Reale, una specie di Area 51 del Nevada al cui riparo il soprintendente vincola, svincola, si oppone, compone, vede, provvede, sinarca, si indurisce e qualche volta si piega ma non si spezza. Mentre le note prefiche cittadine si strappavano le scogliere di dosso, dal balcone centrale di Palazzo San Giacomo si è affacciato il Cronoprogramma con bandana arancione per annunciare: "Habemus Coppam". A un segnale convenuto tremila camion sono pronti a invadere via Caracciolo per rovesciare in mare artistici massi di molte tonnellate che faranno i baffi alla scogliera. Se la caduta del Muro di Berlino riunì lEst e lOvest della città tedesca, la caduta del Vincolo con la chiusura del lungomare, sottoposto al martirio dei camion, dividerà lEst e lOvest di Napoli nella prima prova della fine del mondo prevista dai Maya. Lo svincolo del Vincolo sarà però temporaneo, giusto il tempo delle virate delle barche di Coppa America, dopo di che dallArea 51 di Palazzo Reale il soprintendente ordinerà lo Scapitozzamento, un comando arcano che toglierà i baffi alla scogliera. In via Caracciolo riappariranno i tremila camion per riprendersi i baffi nella seconda prova della fine del mondo a Napoli, il lungomare tornerà off-limits, le note prefiche cittadine si strapperanno i soprintendenti di dosso, il soprintendente, rimesso il Vincolo e tolti i Baffi, ricomincerà il suo tran-tran senza scogliere e senza baffi, e Napoli rimarrà scapitozzata e felice consegnandosi ad altri eventi memorabili.