Lassessore Braccialarghe: cambieremo giorno per favorire i turisti "Puntiamo a ruotare con il martedì per garantire così in centro sempre qualcosa da vedere" Il progetto partirà a primavera e punta a coinvolgere anche le istituzioni di proprietà statale Uno dei primi effetti concreti della superfondazione musei sarà il cambio del giorno fisso di chiusura. Basta con il lunedì, o meglio, basta con tutte le biglietterie chiuse il lunedì. Dalla primavera, quando nellinsieme delle strutture entrerà anche il Castello di Rivoli, il piano è quello di dividere in due gruppi i musei per dare ai torinesi e ai turisti unopportunità in più. È un modo per invogliare un weekend lungo sotto la Mole che possa includere anche il lunedì. Quale sarà laltro giorno di riposo? «Il martedì», spiega Maurizio Braccialarghe, assessore alla Cultura del Comune e presidente della Fondazione Torino Musei. E aggiunge: «Si sta cercando un raccordo anche con gli altri musei, statali e no. Una prima discussione con il sovrintendente Turetta è già iniziata». Lo Stato ha più problemi a spostare il giorno di chiusura, ma per Braccialarghe si può arrivare ad una soluzione: «Se il ministero è obbligato a tenere chiuso il lunedì, noi possiamo intervenire spostando il giorno di riposo di una parte dei musei civici». Così se Palazzo Reale continuerà a chiudere le sue esposizioni il lunedì, Palazzo Madama potrà tenere aperti i cancelli, spostando il giorno di riposo settimanale al martedì. «Così nel centro di Torino sarà comunque garantita unofferta turistica e museale sempre», aggiunge Braccialarghe. Si sta studiando la suddivisione dei musei in gruppi. Ad esempio la Gam di corso Galileo Ferraris non chiuderà i cancelli nello stesso giorno del Castello di Rivoli, così che gli amanti dellarte contemporanea a Torino avranno sempre unesposizione aperta da visitare. «Nella turnazione potrebbero rientrare anche il Museo Egizio, il Museo del Risorgimento, il Museo del Cinema - dice lassessore - un conto è la proprietà, un conto è la gestione». Con la superfondazione, quindi, partirà anche il riassetto degli orari. Laltro filone che Braccialarghe è convinto che sia necessario sviluppare è quello delle grandi mostre. Laccordo con lErmitage è il primo step, poi la discussione con il direttore del Guggenheim. Compito del futuro ente sarà quello di far piovere a Torino rassegne temporanee, anche se cè un problema per lassessore della giunta Fassino: «Mancano gli spazi». Già. Gli unici disponibili sono quelli delle ex Ogr, impraticabili di inverno e che necessitano di una profonda ristrutturazione, tolto che sono destinati ad altri progetti. E poi Torino Esposizioni, proibitivo come costi. «Sembra assurdo, ma oggi non ci sono strutture in grado di ospitare rassegne per un periodo limitato, magari in contemporanea, in città». E con lErmitage, una volta che sarà firmato laccordo a metà febbraio, come si farà? «Utilizzeremo Palazzo Madama, o gli spazi al piano terra, dove cera la Madonna, oppure smonteremo il Senato per rendere libera la sala. Al momento sono le uniche aree che si possono adattare a delle esposizioni».
TORINO - "Basta musei chiusi al lunedì"
L'assessore Braccialarghe ha annunciato che il Comune di Torino cambierà il giorno di chiusura dei musei per favorire i turisti. Il nuovo piano prevede di dividere i musei in due gruppi, con il martedì come giorno di riposo. Il progetto partirà a primavera e coinvolgerà anche le istituzioni di proprietà statale. Il cambio del giorno di chiusura sarà il primo effetto concreto della superfondazione musei. L'assessore ha anche spiegato che si sta cercando un raccordo con gli altri musei, statali e no, e che si sta studiando la suddivisione dei musei in gruppi. Ad esempio, la Gam non chiuderà i cancelli nello stesso giorno del Castello di Rivoli.
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