Il Museo d'Arte contemporanea Donna Regina (Madre) di Napoli per il momento non chiuderà i battenti e i trenta lavoratori non saranno licenziati. L'assessore alla Cultura Caterina Miraglia è soddisfatta di questo primo risultato. La compartecipata regionale (Scabec), che nei fatti gestisce il Madre, ha avviato le procedure per elaborare un piano industriale per il risanamento finanziario. La Fondazione Donnaregina e la Regione Campania vantano, infatti, un credito di circa 12 milioni di euro nei confronti delle diverse società private socie di Scabec. La Regione Campania ha dunque salvato sì la struttura e ora volge lo sguardo alle biblioteche e ai musei presenti sul territorio. Un insieme di soggetti culturali cha dà lavoro a circa 300 dipendenti e che sono una insopprimibile componente del sistema culturale italiano. Vanno valorizzate tutte le istituzioni culturali, a cominciare da quelle rimaste ai margini del sistema bassoliniano. E questo il caso del "Circolo artistico politecnico", al centro di una vicenda schizofrenica. Nato nel 1888 per volontà di Edoardo Dalbono e di un folto gruppo di artisti napoletani, il Circolo, per adeguare la sua missione istituzionale ai tempi, nella ricorrenza del suo primo centenario, mutò la sua ragione sociale in Associazione Circolo artistico politecnico, ottenendo il riconoscimento della personalità giuridica da parte del ministero dei Beni culturali e della Regione Campania. L'associazione è annoverata tra i musei privati d'interesse regionale per la sua fototeca ricca d'immagini di artisti ed eventi culturali dell'Otto-Novecento, per la biblioteca "F. Russo", per i fondi documentali di particolare interesse storico e, soprattutto, per la collezione di tele e bronzi donati al sodalizio artistico nel corso delle sua ultrasecolare attività. La sua sede - circa duemila metri quadri dello storico Palazzo Zapata - ubicata nel cuore del centro cittadino è al centro di una storia dai tratti surreali. Per divergenze interpretative sulla legittimità delle quote millesimali, nel 1999 prende il via una lunga querelle giudiziaria per nulla conclusa. Allo stesso tempo l'esposizione debitoria del Circolo artistico derivante appunto dal mancato pagamento delle contestate quote, dà luogo all'incanto della prestigiosa sede del Circolo artistico politecnico valutata appena 3,4 milioni di euro e a una fatale aggressione della speculazione immobiliare. Non sarebbe bastata l'indignazione del mondo della cultura e della pubblica opinione a salvare l'istituzione se non fosse intervenuto il Pdl campano che indusse l'allora presidente Bassolino a far valere il diritto di prelazione della Regione nell'acquisto dell'immobile. A gennaio del 2009, l'acquisto si perfeziona con l'intervento dell'area delle politiche sociali che mette a disposizione quattro milioni di euro. La Regione Campania diventa così proprietaria dei soli locali della sede del Circolo con la piena consapevolezza dell'esistenza del vincolo del Mibac che vieta di «smembrare eo alienare le collezioni, ivi custodite, separatamente dall'immobile, effettuare frazionamenti o porre in essere interventi che comportino cambi di destinazione d'uso». Da allora l'Associazione circolo artistico politecnico, ha richiesto più volte un incontro. A dicembre però si fa vivo il demanio regionale con una formale richiesta di pagamento delle quote condominiali sebbene queste siano ancora oggi all'attenzione della magistratura e di «una indennità di occupazione pari a quella che, per analogia, risulta da affitti similari praticati in zona». Ciò decreterebbe di fatto la morte del prestigioso istituto. Ma l'obiettivo di Bassolino non era quello di salvare il Circolo artistico? E allora perché non ha provveduto poi a stipulare con l'Associazione una elementare convenzione per permetterle di continuare a svolgere con serenità i suoi compiti istituzionali? Solo un deciso intervento del presidente della giunta regionale Stefano Caldoro e dell'assessore ai Musei Caterina Miraglia potrà sciogliere i nodi.
Napoli, Regione alle prese con il Madre
Il Museo d'Arte contemporanea Donna Regina (Madre) di Napoli non chiuderà i battenti e i trenta lavoratori non saranno licenziati. L'assessore alla Cultura Caterina Miraglia è soddisfatta di questo risultato. La Regione Campania ha avviato le procedure per elaborare un piano industriale per il risanamento finanziario. La Fondazione Donnaregina e la Regione Campania vantano un credito di circa 12 milioni di euro. La Regione Campania ha salvato la struttura e ora volge lo sguardo alle biblioteche e ai musei presenti sul territorio. Il Circolo artistico politecnico, un museo privato, è stato oggetto di una vicenda schizofrenica.
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