Il convegno in Vaticano su Giorgio Torraca e le tecniche di conservazione e restauro dei beni culturali Si svolge il 3 febbraio nell'Aula vecchia del Sinodo in Vaticano il convegno «Giorgio Torraca. Cultura e creatività nella conservazione». Anticipiamo una sintesi dell'intervento del dirigente del Laboratorio di diagnostica per la conservazione e il restauro dei Musei Vaticani. Giorgio Tonaca, insigne chimico, inizia la sua attività di ricerca a partire dagli anni Cinquanta presso l'Istituto di Chimica applicata della facoltà di Ingegneria di Roma fino al 1958. Il suo contatto con il settore dei materiali dei beni culturali ha inizio proprio negli anni Cinquanta (presumibilmente nel 1954) quando diviene consulente dell'Istituto centrale per il restauro di Roma (1954-1958). Dal 1958 al 1965 è responsabile del Laboratorio di materiali e trattamenti della Selenia. La sua carriera professionale e accademica all'International Centre of Studies for the Preservation and the Restoration of Cultural Property, all'università La Sapienza di Roma, al centro interdisciplinare di Scienza e tecnica per il patrimonio storico architettonico sempre alla Sapienza. E ancora la fondazione, nel 1986 dell'Arcotech Studio Associato, un'associazione tra professionisti di diversa specializzazione (architettura, ingegneria e chimica) per lo studio di monumenti e la progettazione di interventi di restauro, e il prezioso contributo come consulente dei Musei Vaticani per il restauro dei dipinti dal 1992 ad oggi, dove ha seguito importanti lavori di restauro tra i quali il restauro della Cappella Sistina e quello della Cappella Paolina e le sue pubblicazioni a carattere scientifico, tecnologico e divulgativo, testimoniano la sua apertura culturale che lo ha portato a interessarsi di molteplici tematiche. E proprio l'approccio culturale al problema della conservazione che pone la figura di Giorgio Tonaca come un riferimento che mira a cementare il modus operandi interdisciplinare fondamentale per la conservazione ed il restauro. Quanto detto rappresenta solo una piccola parte delle motivazioni che hanno indotto i Musei Vaticani e altre prestigiose istituzioni a organizzare la giornata di studi dedicata a Giorgio Torraca che intende pone l'accento sull'esigenza di un approccio che ponga al centro del complesso processo di conservazione e restauro la "cultura" e la "creatività". Intendendo la prima come la necessità di un approccio storico come la "scienza dei materiali antichi" e la seconda come l'esigenza di non interrompere mai la ricerca di nuovi materiali e tecnologie per la conservazione dei beni culturali. La consapevolezza che emerge da riflessioni sul pensiero di Torraca è che per andare verso il futuro occorre sempre capire la storia che ci ha preceduto, con i suoi insegnamenti positivi e negativi. Non ultima è poi l'esigenza didattica che traspariva dalle sue lezioni e da tutte le pubblicazioni di Torraca di spiegare in modo chiaro e semplice, ma scientificamente corretto i fenomeni di degrado, i materiali antichi e moderni, le tecnologie antiche e quelle avanzate, a tutti, fossero studenti, conservatori, restauratori, storici dell'arte o archeologi. Torna alla mente il titolo di una pubblicazione di Torraca del 2001 La cura dei materiali nel restauro dei monumenti: avere cura tutti insieme, ognuno con la propria professionalità, in una sintesi costruttiva che possa guidarci verso il futuro della conservazione dei materiali dei beni culturali e che deve necessariamente contare sui giovani.