Venticinque milioni (fondi Fesr) a disposizione Beni culturali L'obiettivo è migliorare edifici e servizi delle oltre duecento strutture civiche e diocesane L'offerta culturale e turistica pugliese non può fare a meno di un adeguato sistema di musei efficienti e attrattivi. Luoghi di conoscenza che stimolano una scoperta consapevole dei territori che li ospitano. Istituzioni, non solo di conservazione, ma di promozione e apprendimento integrate tra di loro e dotate di «infrastrutture» che le pongano ai massimi livelli nazionali e internazionali. Tanta strada da fare per un sistema diffuso, parcellizzato, come quello pugliese che conta circa 213 realtà museali, con alcune eccellenze e tante strutture non all'altezza. Il primo passo per la Regione è stato finanziare operazioni di conservazione e ristrutturazione di sedi museali, spesso collocate in palazzi storici ed edifici di pregio (più di 5o milioni di euro spesi). Oggi si passa alla fase due: alzare la qualità complessiva dell'offerta dei musei pugliesi. Garantirne la piena accessibilità e fruizione, potenziandone i servizi. La Regione intende farlo con un bando riservato a musei in mano ad enti locali o di proprietà ecclesiastica, presentato ieri dall'assessore regionale all'Assetto del Territorio Angela Barbanente, con il direttore d'area Francesco Palumbo e la dirigente Silvia Pellegrini. Strumento con cui la Regione mette a disposizione 25 milioni di euro (linea d'intervento 4.2 del Ppa dell'Asse IV «Valorizzazione delle risorse naturali e culturali per l'attrattività e lo sviluppo» del Po Fesr 2007-2013) destinati al completamento di interventi che migliorino le strutture garantendo la piena fruibilità del patrimonio culturale. Sono previste tre distinte categorie per le quali si potrà formulare un'istanza: istituzioni museali in corso di attivazione (contributo massimo per museo 800mila euro), musei in stato di funzionamento (massimo 500mila) e in stato di funzionamento avanzato (massimo 300mila). «I fondi sono destinati ai completamenti - ha spiegato l'assessore -; prima abbiamo finanziato la realizzazione e la rifondazione di musei, con la ristrutturazione di immobili. Oggi puntiamo agli allestimenti, ai servizi, alla messa a norma, all'abbattimento delle barriere architettoniche e la messa a sistema dei musei». Per accedere ai finanziamenti previsti sarà necessario compilare una dettagliata scheda conoscitiva (su www.areaterritorio.regione.puglia.it) che fornirà alla Regione tutti i dati per fare un vero e proprio censimento: «Questa - continua - sarà anche una occasione per fotografare lo stato delle cose e cercare di razionalizzare il sistema museale pugliese». Tra gli interventi ammissibili a finanziamento sono compresi sia lavori infrastrutturali (restauri di opere, attrezzature, impianti), sia spese per il potenziamento dei servizi (accoglienza, didattica, innovazione tecnologica, adeguamento a standard di sicurezza). «Vogliamo capire l'idea, il progetto che c'è dietro una struttura - ha spiegato Palumbo - la Puglia non ha grandi realtà come gli Uffizi, quindi deve mettere in rete i suoi musei, renderli un fattore qualificante dell'offerta culturale e turistica del nostro territorio».