La soprintendente: "Da un anno senza il progetto di Fs". Si rischia lo stop della linea 2 La prima soluzione fu respinta. Marino: "Ognuno si prenda le sue responsabilità" Cosa aspettano le Ferrovie a presentare il progetto per "bucare" palazzo Mazzoni? «Ognuno si assume le sue responsabilità, noi labbiamo sollecitato più volte. La nostra disponibilità è stata massima», mette le mani avanti e sarrabbia larchitetto Alessandra Marino, soprintendente ai beni architettonici di Firenze. I cantieri della linea 2 della tramvia sono del resto in teoria già scattati - solo in teoria per momento - ma non cè ancora lok per lattraversamento del palazzo Mazzoni, proprietà delle Ferrovie. Il palazzo che si trova allangolo tra viale Belfiore e viale Redi, dal cui ingresso dovrebbe sbucare la tramvia proveniente dallaeroporto e diretta verso via Guido Monaco e la stazione di Santa Maria Novella. «Sono pronta a discutere del progetto in ogni momento. Ma le Ferrovie non si sono fatte vive da marzo dellanno scorso - spiega la soprintendente Marino - da quando cioè abbiamo bocciato il progetto che ci avevano presentato e che prevedeva di fatto la demolizione e ricostruzione del palazzo. Da allora più niente. Anzi no, solo una lettera per dire che quando ci faranno sapere quando il progetto sarà pronto». Solo che dal primo progetto, respinto poi dalla soprintendenza, è passato quasi un anno. E di questo passo, anche se i cantieri della linea 2 procedono per il momento a rilento, si rischia lintoppo. Si rischia cioè di arrivare a posare i binari sotto al palazzo Mazzoni senza avere però lok per il suo attraversamento. Ferrovie sta facendo "melina" in attesa di ottenere da Palazzo Vecchio ancora tutto quello che contano di ottenere? Per la verità, Ferrovie ha già incassato il via libera per il recupero edilizio dietro la Leopolda. Ma che succede se anche il secondo progetto verrà ritenuto inaccettabile dalla soprintendenza? Quanto tempo si richiede per arrivare dunque allok effettivo? «Mi auguro che presenteranno al più presto un progetto conforme», dice la soprintendente. Un progetto cioè in grado di prevedere il passaggio della tramvia nella "pancia" del palazzo («Avremmo preferito soluzioni diverse, ma alla fine non sono emerse soluzioni alternative», ricorda Marino) e, allo stesso tempo, di tutelare le parti vincolate delledificio. Memore delle tante polemiche sugli stop e sui tempi lunghi delle soprintendenze, in gran parte lanciate da Palazzo Vecchio, questa volta fa intendere larchitetto Marino, niente può venire imputato alla soprintendenza: «In questo caso cè un chiaro responsabile». Cioè le Ferrovie. Cui spetta, come proprietario, presentare un progetto convincente che metta insieme la tutela, il passaggio della tramvia e anche la continuità con la nuova stazione Foster che sta nascendo negli ex Macelli, alle spalle del Mazzoni. «Più volte abbiamo sollecitato le Ferrovie, invano. E deve essere chiaro a questo punto di chi è la responsabilità».