Il sindaco cerca il dialogo con gli oppositori Intervista a de Magistris Per anni si è ragionato su una spesa di 150 milioni, adesso siamo a quasi 20 Quindi andremo a uno snellimento innegabile, dei ruoli e delle procedure Sono un tollerante, ma è intollerabile vedere via Caracciolo coi marciapiedi occupati da mercanzie Starò qui ancora per 4 anni e mezzo, e con il massimo impegno. Ma penso allalternativa Duecento giorni dopo, dalla scrivania del palazzo di città, Luigi de Magistris cambia registro. Determinato come sempre, ma più dialogante, mette sul tavolo le carte su cui intende giocarsi il giro di boa del suo primo anno da sindaco: «Non voglio leterno immobilismo per questa città». Sindaco, Coppa America era delizia e adesso è croce. E quel tratto di lungomare si conferma crocevia spinosissimo per chi amministra. Con Bassolino si consumò la guerra di posizione sulla Villa comunale. Ora, con lei, è partita la crociata anti-scogliere, da Mirella Barracco ai senatori eco-dem del Pd. Cosa risponde a chi condanna la vostra scelta di violare, temporaneamente, i vincoli? «Al di là dellaggressività di alcuni toni che mi hanno francamente stupito, io continuo sempre a pensare che la critica sia il sale della democrazia. E quindi cerco di rispondere e di offrire le tante, valide ragioni a sostegno per proseguire su questa strada. Intanto, sul rispetto dei vincoli e delle regole, stiamo parlando di scogliere a pelo dacqua che saranno subito rimosse dopo la seconda regata. Quanto al merito, voglio dire proprio a coloro che hanno a cuore il bene del paesaggio e del mare, che grazie agli investimenti di Coppa America, noi avremo non solo le solite cose che si dicono (unimmagine riqualificata della città, una vetrina internazionale), ma soprattutto più occasioni di lavoro e la sistemazione della spiaggia di Rotonda Diaz. Quindi avremo il recupero del mare non più in senso simbolico, ma come risorsa». Quindi, non cè motivo per alcun ripensamento? «Ma io vorrei serenamente chiedere a chi in questa città pure è stato protagonista di mobilitazioni culturali importanti...». Ora si sta rivolgendo alla signora Barracco? «Certo, a lei e a tutti gli altri che non sono daccordo su Coppa America. Propongo: sediamoci a un tavolo, voi siete delle risorse, condividiamo anche in maniera critica un percorso di riscatto e di rinnovamento della città. Stiamo impegnando 8 milioni in tutto: 4 per le spese a mare e 4 per organizzazione dellevento, compresi i lavori di restyling sulla Villa. Non posso credere che lunica alternativa a tutto questo sia limmobilismo. Ripeterò fino alla noia che non ci sarà modifica del paesaggio, e che anzi avremo occasioni di lavoro». Il Forum delle culture è già dimezzato, dopo che gli spagnoli titolari del marchio hanno preso atto di ristrettezze e difficoltà. È una mezza sconfitta, e qui forse ci sono anche responsabilità del Comune. Dove finiscono le idee delle mostre e dei grandi concerti? «Non mi va di portare le polemiche allinfinito, e daltro canto cè oggi la massima determinazione, mia e del governatore Stefano Caldoro con cui cè un ottimo rapporto, a fare del Forum il più interessante evento della città. Ma non posso negare che abbiamo ereditato una situazione difficile e pesante. Ci sono ancora debiti da saldare. Per anni si è ragionato su una spesa di 150 milioni, adesso siamo a quasi 20. Quindi andremo a uno snellimento innegabile, sia dei ruoli, sia delle procedure. Gli spagnoli ci hanno fatto capire che in tutte le altre edizioni il terminale decisionale è sempre stato il sindaco. Ma poiché con Caldoro su questo fronte non cè alcuna divergenza, volentieri lavoreremo insieme. Ma posso confermare che avremo mostre gioiello, a questo proposito ho collaborazioni in corso con sindaci importanti, Milano, Venezia, Torino». Ma sul Forum, dove taglierete? Su un comitato tecnico-scientifico che oggi appare velleitario? «Punteremo al massimo della qualità attraverso il massimo della semplificazione. Quindi meno organi e meno persone. Anche sfoltire la cabina di regia è necessario. Aprendo di più alla Napoli dei giovani». Lei non ha mai citato la defaillance Roberto Vecchioni, che ha lasciato Napoli e il Forum dopo tristi polemiche. Tornerà? «Posso dire che verrà per il pre-Forum con uno spettacolo innovativo al San Carlo, prima dellestate. Vecchioni era sinceramente addolorato per il fatto di non poter dare seguito al suo impegno, ha visto che il pregresso dal punto di vista economico e finanziario era critico e non aveva interesse, e forse neanche capacità per quel versante». Per un Vecchioni che va, un Al Pacino che arriva. Al San Carlo. Napoli ha bisogno di star per affascinare? «No, io penso che Napoli possa proprio per la sua storia attirare grandi nomi. Spero che a fine febbraio Al Pacino possa essere qui al San Carlo con il suo film, altrimenti ci vedremo in aprile». La cultura continua a essere il vostro asset, ma i progetti legati allo Stabile Mercadante-San Ferdinando a che punto sono? «Lassessore Di Nocera sta facendo un lavoro quotidiano. Stiamo per aprire atelier di teatro e darte che diventeranno un presidio di cultura e legalità aperto tutto il giorno». A proposito di legalità. Nella sua giunta volano parole grosse tra assessori. La questione mercatini etnici per immigrati ha scatenato conflitti tra Narducci da un lato, Sodano-Esposito dallaltro. Lei che arbitro è? «Una premessa: quando ho composto la giunta ho scelto appositamente personalità con sensibilità e interessi diversi. La grande sfida della giunta, e del sindaco soprattutto, è quella di fare sintesi. Quindi, nessun braccio di ferro, solo una dialettica anche forte ma fisiologica tra lesigenza dellinclusione e quella della regolarizzazione, dopodiché la legalità è nel dna del sindaco e di tutti gli assessori. Comunque è pronta e firmerò entro marzo lordinanza che organizza in tutti i quartieri mercati per immigrati, rom, di ogni etnìa. Ma senza scorciatoie e senza prevaricazioni, che purtroppo esistono anche tra poveri. Piazza Mercato diventerà la nostra Campo de Fiori. E così altri luoghi. Io sono un tollerante, ma è intollerabile vedere via Caracciolo con tutti quei marciapiedi occupati da mercanzie». Il suo rapporto con il Pd non è dei migliori. Il capogruppo Pd in Regione parla di «evanescenza» della sua amministrazione. «Io ho un ottimo rapporto con il commissario Andrea Orlando, ho un dialogo autentico con i consiglieri comunali pd, e guardo con rispetto a quello che mi dicono, anche a qualche critica. Piuttosto sono loro ad avere difficoltà al loro interno, ma io non voglio cannibalizzare qualche problema interno. Invece ho apprezzato molto il costruttivo incontro che ho avuto con tutti i parlamentari di centrosinistra laltro giorno. E se Orlando organizzerà la conferenza programmatica, sarò ben lieto di andarci». Il vostro movimento sui beni comuni ormai è evidente che si proporrà alle politiche nel 2013. Lei cosa risponde a chi dice che si fa distrarre mentre fa il sindaco? E poi: esclude categoricamente di essere tentato... «Categoricamente. Starò qui ancora per 4 anni e mezzo. Poi dopo, chissà, se si pensasse a un rinnovamento, vedremo. Comunque è evidente che il laboratorio nato qui con la mia elezione ha acceso speranze e ha creato delle reti. Rivendico questo mio impegno e volontà di costruire questa alternativa. Io non voglio stare alla finestra, pur facendo il sindaco, e credo con il massimo impegno». Duecento giorni dopo, che cosa le ha insegnato il mestiere di sindaco? E quale voto si dà? «I voti non mi piacevano neanche alle elementari». Allora provi con un giudizio... «Sono molto soddisfatto di come i napoletani stanno partecipando a questo progetto comune». Se proprio fosse costretto a fare unautocritica? «Ma no, non credo che sia necessario fare autocritica, stiamo correndo e stiamo ponendo le basi per un cambiamento, una torsione virtuosa della città». Non le viene in mente qualcosa di cui dire "è stato un errore"? «Ma sì. Errori ne avrò fatti e ne farò sicuramente. Ma in buona fede».