In maggioranza confermato il sito, anche dopo l'appello degli intellettuali. Miracco: incontro pubblico per chiarire i dubbi PADOVA - Avanti tutta. Come sempre negli ultimi otto anni, il sindaco Flavio Zanonato non arretra. E pure venerdì sera, nella riunione di maggioranza, ha scandito di fronte ad assessori e consiglieri: «L'Auditorium si farà in piazzale Boschetti. Punto». Nessun passo indietro. Nonostante i ripetuti inviti di Idv, Sel, Prc e di vari esponenti del Pd (Giuliano Pisani ma non solo) a non intestardirsi. Più di qualcuno, pur sapendo di andare contro un muro, ha proposto di realizzare la Casa della musica nel Centro congressi in Fiera. Ma la replica del sindaco, come prevedibile, è stata negativa. Altri hanno ricordato le perplessità della Fondazione Cariparo, che in origine doveva finanziare l'opera con 35 dei 50 milioni di euro necessari. Zanonato, però, ha considerato lo scetticismo di piazza Duomo un non problema, entrando per la prima volta nel merito del «piano B» al quale, da settimane, stanno lavorando i tecnici dei Lavori pubblici e dell'Edilizia monumentale, agli ordini del vicesindaco Ivo Rossi e dell'assessore Luisa Boldrin. Si tratta, ha spiegato il sindaco, di una sorta di progetto alternativo rispetto a quello con cui, fine 2007, l'architetto austriaco Klaus Kada si è aggiudicato il concorso bandito da Palazzo Moroni. In questa nuova versione, l'Auditorium verrebbe costruito subito a fianco delle vecchie palazzine su via Trieste (dove troverebbe spazio il Conservatorio Pollini), avrebbe un'unica sala da 1.500 posti (metà di quelli previsti all'inizio) e avrebbe all'interno una specie di galleria commerciale, con bar e negozi affidati ai privati. Così facendo, ha ribadito Zanonato con il supporto di Rossi e Boldrin, la Casa della musica costerebbe molto meno dei 50 milioni stimati, addirittura meno della metà. Tanto che, da Fondazione Cariparo, basterebbe un «piccolo » contributo, anche inferiore ai 10 milioni. Il resto verrebbe stanziato dal Comune, investendo parte degli oltre 40 milioni di euro incassati dalla vendita delle azioni delle società autostradali Venezia-Padova e Brescia- Padova. Come ovvio, nel summit, non si è potuto ignorare l'appello lanciato da 25 intellettuali, tra cui Salvatore Settis, Chiara Frugoni, Vittorio Emiliani, Carlo Ginzburg e Franco Miracco, in difesa della Cappella degli Scrovegni, messa in pericolo, a loro dire, dall'eventuale costruzione dell'Auditorium in piazzale Boschetti. Il sindaco, netto, ha confermato che le indagini idrogeologiche dell'équipe D'Alpaos consentirebbero di procedere senza particolari problemi. Una certezza, quella di Zanonato, che non ha però convinto molti consiglieri. E Franco Miracco, intanto, interviene nella vicenda: «Il sindaco dopo aver letto la lettera ci ha risposto invitando la Frugoni. Noi (ieri, ndr) gli abbiamo risposto ringraziandolo e proponendo un dibattito pubblico a Padova. Potrebbe essere l'occasione per discutere a fondo sull'opera. Padova è una città con una grande attenzione all'arte contemporanea, ma non deve dimenticare il suo patrimonio storico-artistico ». E ancora: «Con la lettera abbiamo espresso una preoccupazione, il nostro è un invito al dialogo con l'amministrazione a ulteriori approfondimenti vista la delicatezza del sito. È vero che ci sono notizie di un ridimensionamento dell'opera, non diciamo di rinunciare all'Auditorium se è possibile realizzarlo dando per scontato che ci sia non il 100, ma più del 100 di mancanza di rischio per uno dei nostri capolavori assoluti ». La Cappella di Giotto, appunto.