L'Accademia di Belle Arti di Napoli capofila in Italia per il restauro dei beni culturali. Parte proprio da Napoli, infatti, il nuovo modello nazionale della Scuola di Restauro, articolato in 5 anni, a ciclo unico. Il decreto che autorizza l'Accademia ad attivare il corso di diploma accademico di II livello in restauro, abilitante alla professione di "restauratore di beni culturali", è arrivato il 4 gennaio scorso e porta la firma del nuovo Ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo. «L'Accademia napoletana - commenta la direttrice Giovanna Cassese - è la prima, in Italia, a ricevere la lettera di autorizzazione del Ministero e questo significa molto per noi. È un riconoscimento ufficiale per il lavoro svolto in questi anni, che ha visto sempre in primo piano, qui da noi, professionisti di altissimo livello: da Mario Tatafiore, ad Ignazio Di Bella, Paola Del Vescovo ed Augusto Giuffredi». Un traguardo, quello della nuova Scuola di Restauro, che ha richiesto anni di lavoro e niente affatto scontato... «Abbiamo investito molto per raggiungerlo: 350mila euro solo per rimettere a nuovo i laboratori. Diciamo, però, che la base di partenza era elevata. Un corso di restauro molto buono, avviato nel 2000 con la formula del 3 2 Un patrimonio enorme di beni culturali, dalla galleria, alla gipsoteca, sul quale lavorare ed esercitarsi. Ed un ottimo rapporto con le Soprintendenze, il Mibac ed il Miur». E intanto gli studenti facevano pratica, in che modo? «L'Accademia svolge regolarmente tirocini di restauro e manutenzione presso musei cittadini e stazioni dell'arte della metropolitana. Ogni martedì, sotto la guida di Ignazio Di Bella, eseguiamo la manutenzione della collezione Farnese al Museo Archeologico. Napoli è all'avanguardia per la conservazione dell'arte contemporanea pubblica e l'Accademia ha sempre garantito lavori reali ai suoi allievi, mantenendo, tra l'altro, le rette piuttosto basse, non più di 500 euro l'anno». La nuova scuola è anche un punto di arrivo: chiude una fase di incertezza normativa sulla qualifica di restauratore che si è protratta per troppo tempo. «Fino al 2009 nessuno rilasciava titoli abilitanti. Da quando le Accademie hanno avuto la possibilità di partire con il titolo abilitante, Napoli è stata sempre capofila. Io personalmente, assieme ai docenti Di Bella e Del Vescovo, ho fatto parte della commissione Miur per i piani di studio. Anche grazie al nostro contributo sono stati emanati i decreti 302 del 2010 ed 81 del 2011, che hanno istituito il corso quinquennale di Restauro e definito i piani di studio. Adesso avremo i primi diplomati tra tre anni». Resta incerto, tuttavia, il destino dei laureati con la vecchia formula del 3 2, per loro non c'è l'abilitazione alla qualifica di restauratore. Proprio in questi giorni, in Parlamento, si discute di un possibile emendamento al Milleproroghe che potrebbe estendere i requisiti di attività lavorativa nel bando di concorso dal 2006 a 2009. «Noi l'abbiamo chiesto e lo speriamo. La battaglia legale può essere una strada, ma non ce la si può prendere con chi non ha colpa. L'Accademia di Napoli non ha mai abbandonato i suoi allievi. Abbiamo fatto numerose assemblee su questa questione e se oggi ai laureati del 3 2 sono riconosciuti 200 crediti sui 300 previsti dal nuovo ordinamento, è anche merito nostro. Qui non ci sono mai state lauree o lavori fantasma. I nostri titoli sono tutti validati e decretati dal Miur. In questi anni, abbiamo portato a compimento il vecchio regime perché avevamo l'obbligo di farlo. Perché chiunque inizia un percorso formativo deve poterlo finire. Il fatto che la vecchia laurea non fosse abilitante perla professione, purtroppo, non dipende assolutamente da questa accademia, è una norma del Mibac non retroattiva. Quindi saranno solo gli studenti iscritti da quest'anno al secondo anno che avranno il titolo riconosciuto. I vecchi studenti, qualora volessero, potranno accedere al concorso, oppure rientrare in accademia e colmare i 100 crediti formativi mancanti per avere il titolo abilitante alla professione. Mi dispiace per questi studenti che si sono trovati nella normativa transitoria, ma voglio rassicurarli che il titolo che hanno, in ogni caso, è professionalizzante, perché hanno fatto un ottimo percorso formativo».
NAPOLI - Restauro, a Napoli la prima scuola
L'Accademia di Belle Arti di Napoli è stata autorizzata a attivare il corso di diploma accademico di II livello in restauro, abilitante alla professione di "restauratore di beni culturali". Il decreto è stato firmato dal Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo. L'Accademia è la prima in Italia a ricevere l'autorizzazione e rappresenta un riconoscimento ufficiale per il lavoro svolto in questi anni. Il corso di restauro è stato avviato nel 2000 e ha richiesto anni di lavoro e investimenti per raggiungere questo traguardo. L'Accademia svolge regolarmente tirocini di restauro e manutenzione presso musei cittadini e stazioni dell'arte della metropolitana.
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