Auditorium Kada, la giunta tira il freno sull'area Boschetti Appello degli studiosi: non lì. La giunta valuta le alternative o nel centro congressi o un palazzo storico da ristrutturare Auditorium di Kada: la giunta ingrana la retromarcia su piazzale Boschetti e sta valutando concretamente la possibilità di realizzare la «cattedrale della musica» in altre due aree. La soluzione più semplice riguarda la trasformazione in auditorium del futuro centro congressi in fiera, mentre la seconda opzione è assai più ambiziosa e verrà presentata al sindaco tra qualche giorno. Di cosa si tratta? L'auditorium sorgerebbe in un edificio già esistente, da svuotare e trasformare in casa della musica, con un grande risparmio di risorse rispetto ai 60 milioni di euro del progetto Kada. E tutto lascia supporre che si tratti della ex tesoreria della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in vendita da anni, che confina proprio col conservatorio Pollini: piazza Eremitani diventerebbe un autentico tempio della cultura. Il «colpo di grazia» ai sogni della giunta l'ha dato Repubblica che ieri ha pubblicato una pagina dal titolo eloquente: «Gli affreschi di Giotto minacciati dall'auditorium. Gli intellettuali: salviamo la Cappella degli Scrovegni». Quando ha letto il servizio, il sindaco ha perso il buon umore e per oltre un'ora ha scambiato opinioni con il suo vice, Ivo Rossi. Ciò che ha messo fine ad ogni obiezione è l'autorevolezza dei firmatari dell'appello: in primis Salvatore Settis, archeologo, ex rettore della Normale di Pisa ed ex presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali. E poi Franco Miracco, consigliere del ministro Ornaghi, e Chiara Frugoni, storica dell'arte medievale, massima esperta di Giotto e autrice del monumentale volume «L' affare migliore di Enrico. Giotto e la cappella Scrovegni», pubblicato da Einaudi nella collana Saggi. A promuovere l'appello Italia Nostra, che lancia anche un suggerimento: meglio tenere il progetto nel cassetto o cambiare collocazione alla grande macchina musicale che il sindaco vuole fortissimamente. E quasi una risposta a questo appello apparso su Repubblica, è la riunione dei consiglieri comunali di maggioranza fissata per oggi alle 17,30 che articolerà un dibattito, si presume piuttosto tempestoso, proprio sull'auditorium. Si tratta alla fine di una verifica perché il parere favorevole sulla grande opera, fino a qualche tempo fa granitico, si sta sbriciolando e molti dei fautori che facevano corona al sindaco hanno mutato opinione ed è proprio la maggioranza ad essere percorsa da questa crepa. A ribadire il no a chiare lettere è Giuliano Pisani, che ha inviato una lettera in cui invita a controllare gli scarichi pluviali e le acque delle fognature che creano problemi alla Cappella Scrovegni. Pisani vuole l'auditorium in Prato della Valle. Chi tenta di uscire a testa alta dalla polemica è il vicesindaco Ivo Rossi, che difende la coerenza delle scelte. «Gli affreschi di Giotto costituiscono un patrimonio artistico che colloca Padova nell'alta classifica delle città d'arte, e sono uno degli elementi fondanti della nostra identità storica e culturale. Abbiamo investito 300 mila euro per fare tutti i rilievi tecnici necessari e abbiamo avuto il placet dei "tre saggi", i maggiori esperti nel campo. Mettere a repentaglio il capolavoro di Giotto sarebbe un suicidio culturale e politico e non intendiamo assolutamente correre questo azzardo. Il progetto è duttile, si può calibrare ma tecnicamente l'auditorium si può costruire a ridosso del Piovego con uno scavo non superiore ai 4 metri. Il sindaco sta lavorando con grande responsabilità alla riformulazione del progetto: la casa della musica va realizzata».
PADOVA - Requiem per l'Auditorium. Intellettuali contro, il Comune valuta due alternative.
La giunta di Padova ha deciso di non realizzare l'auditorium Kada, previsto per l'area Boschetti, e sta valutando alternative. La soluzione più semplice è la trasformazione in auditorium del futuro centro congressi in fiera. Altre opzioni includono la realizzazione dell'auditorium in un edificio esistente, come la ex tesoreria della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, o in un altro luogo, come Prato della Valle. L'appello degli studiosi, promosso da Italia Nostra, ha sollevato preoccupazioni sulla protezione degli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni. La maggioranza comunale sta sbriciolando il sostegno al progetto, e il sindaco sta lavorando per riformulare il progetto.
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