Per via Caracciolo, tutela ad ore e a centimetri. Questo è il responso provvisorio della tormentata vicenda delle regate preliminari della Coppa America. Ad ore perché non varrà per i nove giorni della manifestazione e per il tempo necessario ai lavori; a centimetri perché sarà consentito il prolungamento della scogliera esistente insieme alla installazione di metri e metri quadrati di pontili mobili. Il tutto, da rimuovere entro poche settimane dalla chiusura dellevento sportivo, con conseguente raddoppio di costi e molestie alla città. Una gestione perfetta della macchina burocratica ha dato vita al pasticcio culturale perfetto in tema di tutela di monumenti e paesaggio. Gregorio Angelini, direttore regionale, Stefano Gizzi, soprintendente di Napoli e Paolo Carpentieri, capo dellufficio legislativo del ministero ed estensore del parere, hanno costruito lultimo e decisivo nullaosta al progetto, ma non sono i responsabili del pasticcio culturale perfetto. Hanno rispettato le procedure e mostrato anche quella prudenza che richiedeva lalta temperatura politica del problema. Troppo semplice targare come "ministeriale" la controversa decisione. Altrove invece vanno ricercate le responsabilità: nellapparato di regole che governa il territorio di Napoli e nella loro gestione politica. Questi sono i temi di lunga durata che la Coppa America porta in emersione e sui quali occorre lavorare per il futuro. Per far diventare più adulta e responsabile questa città. Se per ventura dovesse presentarsi a breve unaltra e analoga occasione per Napoli, cosa si fa? Si ricomincia con la solita tiritera dei vincoli e dei permessi e di chi decide cosa? Primo argomento, lapparato di regole. Vincoli monumentali, ambientali e paesaggistici, idrogeologici, archeologici, norme di piani urbanistici, di igiene urbana, di salute pubblica, leggi regionali e nazionali in materia. Una massa imponente di regole per una città con una delle percentuali più alte di abusivismo edilizio in Italia. Regole troppo complesse, se per onorarle cè stato bisogno nel caso di via Caracciolo di circa venti pareri espressi nelle conferenze dei servizi; regole troppo elastiche, se è stato agevole sospendere provvisoriamente lefficacia di tre vincoli ministeriali e precise norme di piano regolatore che riguardano sempre via Caracciolo. Regole che frenano e non incoraggiano le trasformazioni virtuose dei luoghi urbani: con gli attuali vincoli, un tunnel sotto via Caracciolo per restituire alla città loriginario rapporto, diretto e pedonale, villa-mare non sarebbe possibile se non rimuovendo o modificando uninfinità di norme. Regole per il litorale di Bagnoli, annoso laboratorio della vaghezza dei vincoli e della confusione istituzionale in materia di decisioni, sperimentate prima con il Forum delle culture e poi con la Coppa America. Proprio in queste ore lipotesi Bagnoli celebra la sua ingloriosa epifania: il ministero dellAmbiente ha anticipato il suo no a qualsiasi utilizzazione del sito causa inquinamento che segue quello della Procura e smentisce i tre sì pronunziati da Asl Napoli 1, Arpac e ministero della Salute. Cè molto da lavorare in questa direzione, oltre via Caracciolo, oltre la Coppa America, riducendo le regole, rendendole univoche nellinterpretazione, facendole rispettare, legandole alla tutela reale del bene e non ai grovigli normativi. Cè da lavorare anche in sede istituzionale per stabilire la gerarchia delle decisioni che vede per ora la Procura prevalere su tutti. Secondo argomento, la gestione politica delle regole. La città con la sua parte storica, il paesaggio e lambiente hanno le loro ragioni che non possono essere subordinate alla convenienza della politica, anche quelle più nobili. Questo è un principio molto importante e delicato perché il suo tradimento comporta offesa o addirittura la distruzione del bene culturale stesso. Alla politica militante, sia a quella presente in ambito culturale attraverso lassociazionismo per la tutela sia a quella amministrativa presente nelle istituzioni, si richiede il rispetto di questo principio o almeno la coerenza di comportamenti. Soprattutto quando si transita dalluno alle altre, da Palazzo Marigliano a Palazzo San Giacomo, per esempio. Su Bagnoli prima e su via Caracciolo poi, la disinvoltura con la quale sè passati da una posizione rigidamente conservatrice espressa come intellettuali ad unaltra dampia disponibilità al cambiamento espressa come amministratori, fa ritenere che su questo punto cè bisogno dun chiarimento culturale ancor prima che politico. Cioè, quale idea gli attuali amministratori hanno sulla tutela dei beni culturali. Non aspettiamo una risposta scritta ma attraverso atti politico-amministrativi. Solo così la tutela sarà tale, senza ore e senza centimetri.
NAPOLI - PASTICCIACCIO A VIA CARACCIOLO
La decisione del ministero di permettere la costruzione di pontili mobili e la prolungamento della scogliera di via Caracciolo a Napoli, per consentire la realizzazione della Coppa America, è stata accettata dopo un lungo processo di consultazione e pareri. Tuttavia, la decisione è stata criticata per essere troppo elastica e per non rispettare le norme di tutela del paesaggio e del bene culturale. La città di Napoli ha una delle percentuali più alte di abusivismo edilizio in Italia e le regole per la tutela del paesaggio e del bene culturale sono troppo complesse e confuse. La gestione politica delle regole è stata anche criticata per essere troppo disponibile al cambiamento e per non rispettare il principio di tutela del bene culturale.
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Bene culturale
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