Il business Beni culturali Deserte le gare per alcune strutture che non garantiscono sul numero di visitatori In campo anche la Mondadori e la società che organizza il Colosseo Grandi nomi che già gestiscono beni come il Colosseo e vecchie conoscenze da anni presenti nellIsola. Tra i vincitori del mega bando della Regione sui servizi aggiuntivi di 47 siti e musei ci sono marchi di livello nazionale, dalla Mondadori della famiglia Berlusconi alla Prc Codess coopcultura che cura diversi beni nella Capitale tra cui appunto il Colosseo, passando per la Civita Servizi guidata da Luigi Abete e che tra i suoi soci ha le case editrici De Agostini, Giunti e della Sanfilippo Editore di Mario Ciancio. Ma anche lagrigentina Luoghi dellArcadia, che oltre allarea archeologica della Valle dei templi adesso gestirà Segesta e Selinunte: insieme questi siti raccolgono un terzo dei 3,8 milioni di visitatori dei beni siciliani nel 2011. «Dal 2013 contiamo di raddoppiare il numero dei visitatori e di far incrementare il giro daffari dai 14 milioni attuali ad almeno 20, in ballo ci sono inoltre 500 nuovi posti di lavoro per la gestione di questi servizi», dice lassessore ai Beni culturali, Sebastiano Missineo, che però su 47 beni messi a gara si è visto arrivare offerte solo per 20 siti. Il motivo? Alcune aree archeologiche e musei non sono per nulla appetibili, perché se è vero che complessivamente i visitatori aumentano rispetto allo scorso anno, segnando un più 10 per cento, diversi poli museali registrano un calo preoccupante: a partire dallAbatellis di Palermo, passato dai 53.805 visitatori del 2010 ai 46 mila dello scorso anno, per continuare con il museo di Caltanissetta, che lo scorso anno ha raggranellato 1.422 euro dincasso e 598 visitatori paganti, ma per gli stipendi dei 14 custodi ha speso 500 mila euro. Nessuno ha presentato offerte anche per i siti della province di Ragusa ed Enna, mentre quelli di Catania erano stati esclusi perché «non idonei ad ospitare strutture di supporto». «Il calo è preoccupante, vedremo di trovare delle soluzioni, magari facendo trattative dirette con i privati per incentivarli ad occuparsi anche di questi siti», dice Missineo. Il lotto più importante tra quelli messi a gara per affidare ai privati la gestione di biglietterie, bookshop, caffetterie e grandi eventi, è quello della provincia di Agrigento che comprende la zona archeologica della Valle dei templi, il museo regionale, la casa natale di Pirandello e larea di Eraclea Minoa. Da solo questo appalto ha un valore di 1 milione di euro e significa organizzare un flusso di 707 mila visitatori allanno: ad aggiudicarselo è stata la società Luoghi dellArcadia, degli agrigentini Giovanni Alessi e Alessandro Capizzi, che già ai tempi dellex governo Cuffaro erano entrati in questo business. La stessa società si è poi aggiudicata i servizi della provincia di Trapani, tra cui Segesta, Selinunte e i musei di Marsala, Trapani e Mazara del Vallo. Per quanto riguarda la provincia di Palermo, se per il museo Abatellis e il Mirto non sono arrivate offerte valide, affidati invece i servizi aggiuntivi del Duomo di Monreale (201 mila biglietti contro i 180 mila del 2010) e del Castello della Zisa: ad aggiudicarseli la Prc codess coopcultura, gruppo che fattura oltre 30 milioni di euro allanno. Colossi del mondo della gestione dei servizi museali si sono poi aggiudicati il teatro antico di Taormina e larea archeologica di Giardini Naxos, che insieme hanno registrato 630 mila visitatori e 3,3 milioni di euro dincasso: si tratta della Globe events management in Ati con Civita servizi e Mondadori Electa. La stessa cordata gestirà anche larea archeologica e il museo Paolo Orsi di Siracusa, che nel 2011 hanno accolto 530 mila visitatori per un incasso di 2,8 milioni di euro, in crescita sul 2010. «I privati - dice Missineo - dovranno versare alla Regione un canone annuo, oltre al 75 per cento dellincasso da biglietti e al 10 per cento del fatturato dei servizi aggiuntivi». Rimane adesso da risolvere il contenzioso da 30 milioni di euro con Novamusa, società che ha gestito i siti di Siracusa e che dal 2009 non versa nulla alla Regione.