Il caso S'allarga l'inchiesta, esultano i grillini che avevano segnalato gli sprechi, si difende il sindaco Sandra Focci: "Quell'area non è soggetta a vincoli" IL CONTESTATO parcheggio di Vergato, uno dei cavalli di battaglia dei consiglieri regionali grillini, martedì mattina è stato posto sotto sequestro preventivo nell'ambito di un'inchiesta penale che ad oggi conta quattro indagati. Ad apporre materialmente i sigilli all'area, a ridosso del fiume Renoe del Vergatello, sono stati gli ispettori della Forestale, coordinati dal pm Claudio Santangelo. Il perno degli accertamenti, e delle argomentazioni contro del Movimento 5 stelle, è la compatibilità del progetto e dei lavori con la legge Galasso e i vincoli paesaggistici. «Questo parcheggio- tuona il capogruppo Andrea Defranceschi - purtroppo è stato costruito senza tutte le necessarie autorizzazioni, nella fascia di esondazione dei due corsi d'acqua. Non è il solo paradosso. La localizzazione pericolosa del parking ha richiesto la costruzione di un imponente muro di contenimento di pietra e cemento, folle baluardo per contenere eventuali piene. Nemmeno l'estrazione della ghiaia utilizzata è stata regolare. Per non parlare dello spreco di soldi, 906mila euro di finanziamenti pubblici, europei, regionali, comunali». Il sindaco di Vergato, Sandra Focci, si difende. Annuncia che verrà chiesto il dissequestro dell'area. Accusa il Movimento 5 stelle di «disinformazione». Ed espone il punto di vista, autoassolutorio, dell'amministrazione comunale. «Secondo noi l'area non è affatto soggetta a vincoli paesaggistici, perché è all'interno del perimetro edificato del paese. Non è stata chiesta alcuna autorizzazione alla Soprintendenza perché non era necessario né obbligatorio farlo. E la parte principale del progetto, varato quando io non ero ancora sindaco, non è il parcheggio. E' il muro di contenimento, un'opera di difesa spondale, realizzata seguendo le indicazioni dell'Autorità di bacino del Reno», che include il pezzo di territorio "sigillato" nelle aree ad alta probabilità di inondazione elencate dal Piano stralcio assetto idrogeologico. «Lo spiegheremo anche alla procura - continua Focci - chiedendo la revoca del provvedimento. Alla Regione e alla Soprintendenza abbiamo mandato una dettagliata comunicazione, dopo la presentazione di una interrogazione, ricordando quale è il reale stato delle cose». E i soldi spesi? «Quasi seimila euro per ciascuno posto auto», come denunciano i soliti grillini? «Anche sui costi il Movimento 5 stelle non dispone di dati corretti. Il 60 per cento dei finanziamenti copre gli interventi per la difesa spondale».