È allarme nei centri dell'alto Oristanese per i ripetuti furti delle antiche mole, usate in passato per macinare il grano. Nel mirino dei ladri pare siano finite anche le vecchie pietre miliari, quelle che anni fa indicavano i chilometri sulle strade. E poi vasche e betili in genere. Già in passato in tutta la zona si sono registrati numerosi furti analoghi. Ora però la situazione appare più grave. Lo testimoniano i recentissimi furti, prima nel novenario di San Serafino, vicino a Ghilarza e poi a Soddì. La pista più seguita dagli inquirenti è quella di furti su commissione. A San Serafino è stata portata via un'antica mola. Altre tre sono state seriamente danneggiate nel tentativo di furto. Le antiche pietre erano state sistemate nel novenario campestre una decina d'anni fa. Già allora qualcuno aveva tentato di rubarle. Proprio per questo motivo furono ancorate al terreno o ai muretti con dei robusti perni in ferro. I ladri quindi non sono riusciti a portarle vie, ma nel tentativo di farlo ne hanno completamente distrutta una e danneggiato il muretto sulla quale era poggiata. Anche altre mole sono state deturpate. Di qualche giorno dopo l'ennesimo furto, questa volta a Soddì, dove una mola è stata portata via dal giardino della casa parrocchiale, che in questo periodo sopporta lavori di ristrutturazione. Fatti che hanno suscitato grande preoccupazione, tanto più che l'intero territorio è ricco di beni del genere. Sugli episodi indagano i carabinieri della Compagnia di Ghilarza, coordinati dal tenente Fabio Di Martino. Chiesta anche la collaborazione del nucleo di Sassari, dove opera l'Ufficio tutela Patrimonio culturale che è stato messo a conoscenza di quanto sta accadendo nei centri dell'alto Oristanese. La pista più battuta è quella dei furti su commissione. Le mole e altre pietre antiche sono ricercatissime e quotatissime in Costa Smeralda, dove vengono acquistate come ornamento per le maxiville. Anche diversi amministratori dei centri del Guilcier e del Barigadu sono convinti che si tratti di furti su commissione. «Non c'è dubbio - afferma Domenico Gallus, primo cittadino di Paulilatino - c'è una ricerca di questi pezzi rari. A Paulilatino abbiamo un'antica mola a Santa Cristina, ma è murata. Ho notato invece che stanno asportando dalla vecchia Carlo Felice le pietre miliari. Non è un fenomeno di questi giorni, esiste già da tempo». «Nel nostro territorio - afferma poi il sindaco di Aidomaggiore, Costantino Serra - sono stati rubati molti reperti, tra cui anche delle antiche vasche in basalto. È accaduto già da tempo. Sono convinto si tratti di furti su commissione. Questi oggetti sono ricercatissimi per abbellire le case della Costa». Anche a Sedilo i ladri sono entrati in azione più volte, sottraendo betili e mole. «È accaduto più volte - spiega il sindaco, Renato Nieddu - da San Costantino sono state rubate delle mole, il basamento e anche degli antichi cippi funerari. In quell'occasione facemmo anche delle ricerche. Pensavamo fossero state portate a San Teodoro, ma ci sbagliammo. Non c'è però dubbio sul fatto che si tratti di furti su commissione. Questi reperti vengono rivenduti in Costa Smeralda». Nel territorio di Sedilo si trovano alcune mole e numerosi betili. «In parte - prosegue Nieddu - li abbiamo sistemati all'interno del cortile del Comune, cementandoli alla base. Altri poi, quando sarà ultimato, verranno trasportati al Museo del territorio. Occorre però intensificare i controlli». Anche a Boroneddu in passato si sono verificati dei furti. Proprio per questo motivo le antiche mole vengono tirate fuori solo per la festa di San Salvatore e gelosamente custodite negli altri periodi dell'anno. A Nughedu due mole sono scavate nella pietra all'interno del parco comunale. Gli amministratori intendono inoltre far opera di sensibilizzazione con i tanti privati che custodiscono le antiche pietre nelle proprie abitazioni. Tesori preziosissimi che, in tutti i centri della zona, sono conservati da chi li ha ereditati.