Polemica dopo l'esame del rapporto sulle attività estrattive Soffritti: spettacolo indecoroso da parte della Lista civica CAMPIGLIA Netta diversità di vedute tra maggioranza ed opposizione sulla valutazione delle attività estrattive e soprattutto su quella di ripristino. Nel corso del consiglio comunale il collegio delle attività estrattive, ente che coadiuva il Comune nel controllo, nella verifica della coltivazione di cava e del ripristino ambientale, ha presentato il suo rapporto. Questa la situazione. Cava di Monte Calvi. La quantità complessiva da estrarre dal 2002 al 2018 è di 8.507.000 mc. La duplice attività di estrazione-ripristino avrebbe rispettato i tempi fino al 2008, ma dal 2009 una variante al piano di coltivazione si è resa necessaria a causa dell'ammontare delle quantità di materiali di scarto. Cava di Monte Valerio. 8.380.000 mc è il volume da estrarre in venti anni (l'autorizzazione alla coltivazione è del 2000). Il dato parziale alla fine del 2011 è di 2.965.000 mc estratti. E' cominciata la fase due del progetto, anche se manca da completare la prima fase. Miniera di "Botro ai Marmi". L'estrazione ha interessato la zona orientale dove il ripristino sarebbe a buon punto. Miniera "Montorsi" (Sales). La coltivazione avanza tra le quote 170 e 190 m s.l.m., il ripristino è stato effettuato sopra i 230 m. Sulle scarpate, già rimodellate, il ripristino non sarebbe ancora completo. Le concessioni per le miniere scadranno alla fine del 2012. Il rapporto, che non doveva essere sottoposto a una votazione del Consiglio comunale, ha comunque suscitato forti reazioni nelle opposizioni, Comune dei Cittadini e Pdl. In particolare, per la lista civica «non basta che ci sia raccontato cosa è successo in questi 11 anni. Chiediamo che sia detto cosa prevedevano i progetti approvati nel 2000 e quanto la realtà si discosti da quelle previsioni. Se a Campiglia i fronti delle cave di Monte Calvi e di Monte Valerio sono desolate pareti rocciose lo si deve al fatto che sono stati disattesi i piani di coltivazione approvati dal Comune 11 anni fa. In quei piani era previsto che le escavazioni dovessero avvenire per gradoni discendenti, dall'alto verso il basso, rinverdendo i gradoni più alti man mano che si passava alla coltivazione di quelli più bassi. Erano previste precise fasi, tempi, volumi scavabili e modalità per i ripristini paesaggistici». Secondo Comune dei Cittadini, in entrambe le cave, Monte Calvi e Monte Valerio, alla luce dei metri cubi scavati, lo stato dei lavori doveva corrispondere alla fase tre e dovevano essere già concluse la coltivazione ed il ripristino paesaggistico della prima e della seconda fase. La prova di questo sfasamento sarebbe nella variante approvata a fine 2011, «con la quale le fasi di coltivazione e ripristino sono state posticipate: quelle del 2004 al 2011, quelle del 2009 al 2013 e così via fino al 2018. In sostanza si adegua il piano a quello che è accaduto in cava». La conclusione della lista civica è che «l'amministrazione sembra essere stata più sensibile ad assecondare le esigenze delle imprese estrattive che a garantire che procedessero di pari passo le escavazioni e i ripristini paesaggistici». La reazione delle opposizioni avrebbe suscitato le ire del sindaco, che secondo la lista civica avrebbe minacciato di non permettere più discussioni in consiglio sulle attività estrattive. «Tutto falso dichiara Rossana Soffritti quello che è vergognoso è il modo in cui è stata effettuata questa discussione. Il tono della lista civica è poco adatto al dibattito politico, figurarsi nel confronto con dei tecnici, che ovviamente si sono risentiti per l'uso di parole pesanti e inaudite come collusione. Si fanno i dibattiti in consiglio comunale, non si mettono in scena spettacoli indecorosi come l'ultimo che certamente non permetterò più».
TOSCANA - Cave, le opposizioni all'attacco: disattesi i piani di coltivazione
Il rapporto sulle attività estrattive Soffritti è stato presentato al Consiglio comunale di Campiglia. Il rapporto mostra che le attività estrattive non hanno rispettato i tempi previsti per il ripristino ambientale. La cava di Monte Calvi ha estratto 8.507.000 mc di materiali, mentre la cava di Monte Valerio ha estratto 8.380.000 mc. Le opposizioni hanno criticato il rapporto, affermando che l'amministrazione ha favorito le esigenze delle imprese estrattive piuttosto che garantire che le escavazioni e i ripristini paesaggistici procedessero di pari passo. La lista civica ha minacciato di non permettere più discussioni in consiglio sulle attività estrattive.
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