I NODI PRINCIPALI «Ci sono stati dubbi interpretativi che abbiamo risolto con una circolare». «Non vogliamo devastare il territorio, ma trovare un equilibrio tra tutela e sviluppo». Il vicepresidente della Regione Lazio e assessore all'Urbanistica, Luciano Ciocchetti fa il punto sui primi mesi dall'entrata in vigore del Piano casa. E replica: «Non è stato un fallimento, siamo soltanto agli inizi. Anche se qualche nodo c'è stato: principalmente i dubbi interpretativi dei tecnici comunali, puntualmente risolti da una circolare interpretativa approvata giovedì in giunta». Ciocchetti è fiducioso: «In un anno arriveremo a 15mila domande». Grazie anche all'azione della cosiddetta "fase due", quella legata ai cambi di destinazione d'uso e alle demolizioni con ricostruzione. E' partita ufficialmente ieri, i131 gennaio, e già molti costruttori si stanno muovendo. Partiamo dai numeri, a che punto siete? Al momento abbiamo censito 342 Comuni, nei quali ci sono state 1358 domande. In proiezione, pensiamo di poter arrivare almeno a 15mila dia presentate entro un anno. Il Veneto, che è la regione dove il Piano casa ha funzionato meglio, è arrivato a 21mila in tre anni. C'è stato qualche freno in questi primi mesi? Le cose si devono mettere in moto. E' chiaro che le persone non avevano le loro domande pronte a settembre ma hanno avuto bisogno di un periodo di assestamento. E lo stesso vale per i tecnici comunali, che ci hanno un po' frenato. Per quale motivo? Quelli dei Comuni piccoli sono sempre molto prudenti, aspettano di vedere come si muovono le amministrazioni più importanti. In qualche altro caso, come al Comune di Roma, penso ci abbiano fatto un po' di ostruzionismo perché forse temevano di perdere qualche potere con la nostra legge. Aproposito di Roma, è stata approvata la famosa delibera del Comune... Sì e dopo tanto lavoro posso dire che siamo soddisfatti. La prima versione conteneva limitazioni non accettabili che esulavano da quanto aveva previsto la legge. Nella versione fmale abbiamo lavorato insieme e siamo arrivati a un compromesso decisamente più accettabile. Torniamo ai dubbi interpretativi... Per risolverli abbiamo approvato una circolare. Si tratta di un testo pensato per rispondere ai problemi che sono stati manifestati a me e ai nostri uffici tecnici. Abbiamo analizzato e chiarito molti casi (si veda pezzo in basso n.d.r.). Oltre alla circolare, state lavorando ad altro? La legge adesso è strutturata in modo da rendere molto difficili le operazioni nei condomini: ogni unità abitativa può effettuare un intervento di portata limitatissima Stiamo pensando di consentire ai condomini di realizzare dei mini-ampliamenti pur nei limiti della sagoma dell'edificio. Parliamo della fase due. Cosa si aspetta? Sicuramente grande attività. Sto avendo colloqui con le amministrazioni comunali, con i costruttori, con 1'Ance, vedo molta attenzione da parte di tutti. C'è la grande incognita della crisi e del credito, ma sono ottimista. A Roma c'è qualche zona dove ci si sta muovendo? L'articolo 3, quello sui cambi di destinazione d'uso, interessa molto chi ha cubatura non residenziale ancora non realizzata, ad esempio nelle zone dei piani attuativi. Ci sono poi edifici di archeologia industriale in diverse aree sui quali sarà naturale intervenire. Che tempi per il varo del testo unico urbanistica? La Commissione sta lavorando a ritmo serrato. Entro maggio conto di chiudere questa parte del lavoro e aprire una fase di consultazioni. Arrivando a settembre con una proposta da portare in giunta. Veniamo all'impugnativa del Ministero dei Beni culturali, che novità ci sono? Troverete un accordo? Il procedimento va avanti davanti alla Corte Costituzionale. Ma ci sono contatti continui tra i nostri uffici tecnici e quelli del Mibac. Penso che, su almeno cinque dei sei punti in contestazione, si possa facilmente raggiungere un compromesso. Più difficile sarà mettersi d'accordo sulla gestione del Codice dei beni culturali.
LAZIO - Obiettivo 15mila domande in un anno. Il vice presidente Luciano Ciocchetti: Allo studio l'estensione della legge ai condomini
Il vicepresidente della Regione Lazio, Luciano Ciocchetti, ha fatto il punto sui primi mesi dall'entrata in vigore del Piano casa. Ciocchetti ha affermato che il piano non è stato un fallimento, ma che è solo agli inizi. Ha risolto i dubbi interpretativi dei tecnici comunali con una circolare approvata giovedì in giunta. Ciocchetti ha anche affermato che il piano prevede di arrivare a 15mila domande entro un anno, con un aumento della fase due che riguarda i cambi di destinazione d'uso e le demolizioni con ricostruzione. Il piano ha funzionato meglio nel Veneto, che ha raggiunto 21mila domande in tre anni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo