Entro maggio tutto dovrà tornare come prima, dubbi sulle regate del prossimo anno. Quattro milioni di spesa Sì al prolungamento della scogliera, ma solo per 90 giorni COPPA America dimezzata. Il via libera della Soprintendenza arriva ma è a tempo. La scogliera a via Caracciolo si può fare ma deve essere rimossa entro 90 giorni dalla partenza dei lavori. La scogliera sarà più bassa, un metro invece di tre. Entro maggio, meno di un mese dopo le regate, tutto ritornerà com'era. I lavori cominciano lunedì. Ma sulle regate del 2013 si addensano le prime nubi. Dove si faranno? IL VIA libera c'è, ma è a tempo. Novanta giorni per costruire e rimuovere la scogliera a via Caracciolo: sì alle regate di Coppa America, a condizione che agli inizi di maggio tutto torni com'era. Dopo il tira e molla SoprintendenzaComune, oggi in conferenza dei servizi (rinviata di due ore, anziché alle 16 è convocata per le 18 a Palazzo San Giacomo) arriva il parere favorevole. Palazzo Reale e Direzione regionale dicono sì al prolungamento della mantellata di scogli (75 metri da un lato, 95 dall'altro) ma il parere è obbligatorio, vincolante e soprattutto con prescrizione: solo per 90 giorni. Il vincolo vieta la stagionalità, non può essere violato per un anno intero. Nessun problema sulle altre strutture rimovibili (quattro pontili e nove boe): non necessitano di autorizzazione perché durano un tempo inferiore a 90 giorni. Dopo l'ok del ministero dei Beni culturali, che la scorsa settimana si era espresso favorevolmente in virtù dell'eccezionalità, le regate di aprile sembrano ora più vicine. Ma se il Comune deve attenersi alla prescrizione, cosa ne sarà delle regate di maggio 2013? È difficile che lo stesso iter possa essere ripetuto con successo a distanza di un anno, vista l'eccezionalità. Quindi Palazzo San Giacomo avrà a disposizione dodici mesi per individuare un altro luogo possibile? Di certo, quella arrivata non è la soluzione auspicata dal Comune. Come confermato dall'assessore Luigi De Falco nei giorni scorsi l'intenzione del Comune era «conservare la scogliera e ritoccarla dopo maggio 2013, per conservare un'opera definitiva». La decisione della Soprintendenza invece non favorisce i risparmi. Si richiede un investimento notevole (quattro milioni) per un'opera destinata a restare in vita tre mesi. Nel progetto del Provveditorato alle opere pubbliche sono stati mandatia finanziamento circa due milioni per la rimozione (lo stesso importo è previsto per i lavori di prolungamento, inclusa l'Iva, il trasporto in discarica dei rifiuti e servizi accessori). Proprio il braccio di ferro sulla scogliera "permanente" ha ritardato i tempi, non ha permesso la chiusura della conferenza dei servizi giovedì scorso e ha rinviato di un'altra settimana, prolungando l'incertezza. La prescrizione è l'unico modo per superare i quattro vincoli che incombono sull'area e sullo specchio di mare antistante. Due paesaggistici, un terzo di "rispetto" che tutela la vista dei due monumenti dal mare, Castel dell'Ovo e il muraglione borbonico (nulla può ostruirne la vista), una quarta e ultima prescrizione contemplata dal piano regolatore. Esiste però una possibilità di conservare la scogliera "soffolta", cioè non affiorante ma ridotta a pelo d'acqua. Soprintendenzae Direzione regionale hanno chiesto di fare studi meteomarini nelle acque vicine alla costruzione per verificare gli effetti del prolungamento. Se il parere sarà positivo potrebbe arrivare l'ok, si potrebbe approfittare anche per eliminare i massi bianchi che coprono il muraglione borbonico. La costruzione potrebbe restare: difficilmente però servirà da riparo ai catamarani nel maggio 2013. C'è di più: la scogliera sarà più bassa, un metro di altezza invece di tre. Lo aveva richiesto la Soprintendenza, gli americani hanno accettato. Quel che conta è che finalmente i lavori possono partire a pieno regime. Sabato si chiude la gara, si aprono le buste, lunedì vengono aggiudicati i lavori. Quarantacinque giorni di tempo per portarli a termine, il 22 marzo l'ultimazione, il 23 il collaudo e la consegna al Comune. Il 25 l'area andrà in consegna agli americani. Cinquantaquattro giorni ci separano dall'agognata consegna (e dal conseguente e ufficiale sbarco degli americani su via Caracciolo). Poco meno di due mesi che porteranno a un piano traffico dedicato, con 4.500 automezzi che scaricheranno a viale Dohrn 50 mila tonnellate di massi necessari per costruire la scogliera in profondità. Gli stessi automezzi ritorneranno sul posto un mese dopo, a maggio, per asportare la costruzione provvisoria. Il caos sarà inevitabile. «Fare un intervento del genere una volta nella vita - commenta Lino Ferrara, presidente dell'Unione nazionale armatori da diporto - quanto può giovare alla città di Napoli? Le soprintendenze hanno congelato la situazione al 1970 proprio perché nessuno si è mai interessato di redigere piani paesaggistici. Regione Comune e Provincia invece di "elemosinare" una diversa interpretazione del vincolo monumentale per una deroga eccezionale, perché non si siedono attorno a un tavolo e scrivono i tanto attesi piani paesaggistici previsti dalla legge Galasso sin dagli anni Settanta?».
NAPOLI - Coppa America usa e getta
Il Comune di Napoli ha ottenuto il via libera per il prolungamento della scogliera a via Caracciolo per le regate di Coppa America, ma solo per 90 giorni. La scogliera sarà più bassa, un metro invece di tre, e dovrà essere rimossa entro 90 giorni dalla partenza dei lavori. La Soprintendenza ha espresso un parere favorevole, ma con prescrizione, vincolante e obbligatorio. Il Comune deve attenersi alla prescrizione, che prevede la rimozione della scogliera entro 90 giorni. La decisione non favorisce i risparmi, poiché richiede un investimento notevole (quattro milioni) per un'opera destinata a restare in vita solo tre mesi.
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