(PA.BOC.) A PRIMA bozza della delibera sul Piano Casa aveva fatto infuriare la Regione e i costruttori... «La fortissima reazione della Regione e dei costruttori era venuta quando era circolata una prima bozza di lavoro prima di Natale. La giunta ha poi deliberato alla fine dell'anno» Che cosa è cambiato? «La prima bozza interna aveva interpretato male lo spirito della legge riscrivendone una per Roma Capitale, ma la legge regionale non dà molti spazi ai Comuni. Coloro che si lamentano non hanno capito che assegna un margine di manovra ristretto, che abbiamo occupato tutto». I quartieri storici sono poco tutelati? «I margini di esenzione devono essere motivati e eccezionali: questa motivazione non vale per interi quartieri, ma può valere solo per tessuti ed edifici particolarmente pregevoli». E gli scheletri di cemento che risorgeranno? «Innanzitutto tutte queste valorizzazioni sono consentite nella misura in cui una loro parte consistente sia dedicata all'housing sociale. Si tratta di operazioni di riconversione e riqualificazione che incidono sul aree e edifici non più funzionali». Non porteranno degrado sul territorio? «La finalità è di riqualificazione e riconversione. Il pericolo è che tutto questo possa investire edifici di pregio come quelli della Carta della Qualità. Ma questi non saranno toccati. Per il resto non si poteva fare una delibera che dicesse: la legge regionale non si applica a Roma. Ma abbiamo usato cautele». Contributi straordinari, costruttori esentati? «Il contributo straordinario non funziona per gli edifici, ma colpisce solo le più rilevanti valorizzazioni, che sono quelle delle aree. Nel caso degli edifici il dovere di destinare il 30 all'housing sociale già rappresenta un'attenuazione della valorizzazione. Insomma è stato raggiunto un punto di equilibrio anche tra Comune e Regione, soggetti che si dividono il governo del territorio».