Alemanno: "E ora giù le torri di Tor Bella Monaca" PIANO Casa, in Comune si approva la delibera sulla legge regionale che consente ampliamenti, ristrutturazioni, demolizioni, ricostruzioni e cambi di destinazione d'uso. E il sindaco Alemanno annuncia: «Se noi vogliamo smetterla di consumare territorio agricolo, dobbiamo puntare sulla demolizione e ricostruzione. Quindi, si mettano l'anima in pace tutti quanti: oggi possiamo dire che la demolizione e la ricostruzione si farà a partire dalle due torri di Tor Bella Monaca». Il piano arriverà in Consiglio entro due mesi. E prevede 2700 case popolari a schiera. Ma l'opposizione, in particolare Pd e Radicali, attacca soprattutto sulla delibera. E così il dispositivo che permette di ampliare del 20 un immobile più esteso di mille metri cubi, che dà in premio il 35 in più di cubatura biosostenibile a chi demolisce e ricostruisce un palazzo e prevede il recupero del 50 delle pertinenze agricole, comunque entro un tetto di 70 metri quadrati, ma che soprattutto dà la possibilità di trasformare in abitazioni capannoni artigianali e industriali, rimane il bersaglio delle polemiche. Molti i punti contestati. «La delibera presentata dal Comune» afferma il consigliere Athos De Luca «non tutela l'intera "città storica", così come previsto dal piano regolatore, ma si limita alle Mura Aureliane e ad alcuni beni fuori del perimetro delle Mura, come per esempio gli edifici ottocenteschi, primi Novecento e di qualità architettonica, escludendo molti ambiti della stessa città storica (denominati T4, T5, T6, T7, T8 e T9), che si trovano tra Flaminio, Garbatella, Eur e parte di Trastevere, e non tutela le aree protette e le zone agricole dell'agro». Altro punto contestato il controllo. «Soprattutto la delibera Comunale doveva contemplare il pronunciamento dell'Assemblea Capitolina sulle trasformazioni urbanistiche poichéè incostituzionale che la Regione sottragga a Roma Capitale la potestà sulla attuazione del piano regolatore» affermano i Democratici. Terzo scoglio, i cosiddetti "relitti urbani" ovvero quegli scheletri realizzati abusivamente su aree agricole, a verde o a servizi pubblici. La delibera comunale prevede che il relitto può essere ristrutturato, abbattuto e ricostruito o addirittura ricollocato in altre aree degradate. Un caso per tutti: la struttura abbandonata del centro commerciale che si voleva costruire nell'area dell'ex Snia Viscosa. «C'è poi la questione» aggiunge De Luca «dei contributi straordinari che i titolari delle autorizzazioni dovranno versare a Roma Capitale che sono stati introdotti dalla delibera comunale in misura risibile, del tutto inadeguata ai profitti che si trarranno dalle opere realizzate». E per il resto sempre sotto accusa le demolizioni dei capannoni destinati ad attività industriale e artigianale che, soffrendo già della crisi, di fronte alla possibilità di realizzare una rendita con il cambio di destinazione d'uso in abitativo, potrebbero abbandonare l'attività produttiva creando nuova disoccupazione. «Per uscire dalla crisi» conclude De Luca «è invece necessario incentivare le attività produttive anziché favorirne la dismissione». Critiche all'accordo Udc-Pdl sul Piano Casa arrivano anche dai Radicali: «Casini spieghi per quale motivoè ragionevole, da un lato, reintrodurre un prelievo immobiliare anche sulla prima casa e dall'altro esentare dal versamento di un contributo straordinario i costruttori e i promotori di operazioni immobiliari finalizzate a trasformare in nuove case e in nuova ricchezza immobili dismessi, al momento privati del loro valore e con una trasformabilità molto limitata. E Alemanno spieghi ai cittadini romani, e anche a Monti, perché invece di applicare il contributo straordinario ai cambi di destinazione degli edifici dismessi, preferisce costringersi a violare le regole del patto di stabilità». Ribatte l'assessore all'Urbanistica della Regione Luciano Ciocchetti: «La prima bozza elaborata dal Comune era in contrasto con la legge regionale, ben venga la nuova formulazione approvata dal Consiglio che risponde invece alla normativa regionale. In quanto alla tutela, oltre al Centro storico all'interno delle Mura Aureliane la delibera allarga l'esclusione dall'attuazione del Piano casa in altri tessuti previsti dal piano regolatore. Sul contributo straordinario, un conto è la valorizzazione di aree tra il vecchio e il nuovo piano regolatore e un altro la trasformazione di immobili già esistenti da non residenziale a residenziale, chiedendo il 35 di alloggi a canone calmierato: questo è il contributo che chiediamo».
ROMA - Piano Casa, scontro sul cemento "Minacciati i quartieri storici"
Il Comune di Roma ha approvato una delibera che consente ampliamenti, ristrutturazioni, demolizioni, ricostruzioni e cambi di destinazione d'uso. Il sindaco Alemanno ha annunciato che la demolizione e la ricostruzione si faranno a partire dalle due torri di Tor Bella Monaca. La delibera prevede 2700 case popolari a schiera, ma l'opposizione ha attaccato soprattutto sulla delibera che consente il recupero del 50% delle pertinenze agricole e sulla possibilità di trasformare in abitazioni capannoni artigianali e industriali. La delibera non tutela l'intera città storica e esclude molti ambiti della stessa città storica.
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