L'intervista Giulia Maria Mozzoni Crespi è il presidente onorario del Fondo per l'Ambiente MILANO - «Attenzione: dopo l'oggi arriva sempre il domani. In Italia si preferisce pensare solo all'immediato, ma prima o poi bisogna fare i conti col futuro. Per questo io faccio un appello al Governo Monti, nel quale ho piena fiducia: oggi, certo, sotto gli occhi di tutti c'è l'emergenza economica da affrontare. Ma esiste anche un'emergenza ambientale. Ci sono questioni che non sembrano rientrare nella crisi più urgente. Ma che avranno presto grande influenza sul futuro non solo economico del Paese». Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente onorario del Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, non nasconde la sua grande preoccupazione per la nuova colata di cemento che sta ricoprendo l'Italia. E commenta con amarezza gli allarmanti risultati del dossier pubblicato insieme al Wwf. Quali sono i maggiori pericoli ambientali che corre l'Italia? «Stiamo distruggendo in modo irreparabile il nostro paesaggio. La nostra più preziosa risorsa. Anche economica. Penso al turismo, penso all'agricoltura dalla parte dei cittadini, con la filiera corta, penso alla qualità della nostra vita. La continua cementificazione del territorio è responsabile inoltre di disastri ambientali causati dal dissesto idrogeologico». Pensa ai danni delle frane che si sono abbattute sulla Liguria? E ai costi della ricostruzione? «Certo. Alle Cinque Terre, per esempio, la scuola di Monterosso non è ancora stata ricostruita, ma è stato invece dato il permesso per fare un grosso parcheggio. Tutto ciò perché il denaro è il Dio di questa epoca». Cosa dovrebbe fare il Governo Monti per tutelare maggiormente il paesaggio italiano? «Mario Monti faceva parte del consiglio di amministrazione del Fai, prima di essere nominato presidente del Consiglio. Voglio ricordargli l'importanza della difesa della nostra agricoltura per la tutela del paesaggio. Seicentomila piccole aziende di coltivatori rischiano di chiudere se non verrà rivista la tassazione prevista dalla nuova Imu». Il ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, quale emergenza dovrebbe affrontare prima delle altre? «Mi sento di fare un appello accorato al ministro Ornaghi: la riqualificazione delle Soprintendenze. Che sono state fatte dolcemente morire negli ultimi anni. Mentre sono lo strumento fondamentale per la tutela dei beni culturali».