Le scosse sismiche del 25 e 26 gennaio non hanno arrecato danni agli edifici storici e ai monumenti. In particolare non ha subito conseguenze l'Arena, monumento simbolo della città. A dirlo è l'assessore ai Lavori pubblici Vittorio Di Dio che ieri a Palazzo Barbieri ha presentato i risultati del sistema di monitoraggio statico e dinamico, installato a fine 2011 nell'anfiteatro. La strumentazione per il controllo, costata 60mila euro, è costituita da 16 sensori di accelerazione, 20 di spostamento e 4 ambientali, che misurano temperatura e umidità, collegati ad un'unica centralina. fitti i dati raccolti vengono trasmessi agli uffici tecnici del municipio e all'Università di Padova, con la quale è stata stipulata una convenzione per l'elaborazione e l'interpretazione degli elementi registrati dai sensori in merito alla risposta dinamica dell'Arena a seguito di sollecitazioni di diversa natura. Con questi strumenti, peraltro, sarà possibile simulare l'effetto di scosse, come quelle che hanno distrutto L'Aquila, sugli edifici monitorati. «Il quadro emerso dai controlli dopo la sequenza sismica della scorsa settimana è di assoluta tranquillità», assicura l'assessore. Il monitoraggio dell'anfiteatro romano, aggiunge, «è reso possibile da un sistema considerato altamente avanzato a livello mondiale». I sensori hanno registrato movimenti alla base dell'anfiteatro di 0,6 ms2 (metri al secondo quadrato, unità di misura dell'accelerazione) e sulla sommità dell'ala di 2 ms2. «Considerando che il valore di accelerazione di progetto previsto per le zone sismiche come Verona», commenta Di Dio, «è di 5,2 ms2, nonostante il sisma sia stato fortemente percepito dalla popolazione creando un certo allarme, in realtà ha avuto effetti trascurabili sulla struttura dell'anfiteatro, che non ha registrato né danni né lesioni». Lo stesso sistema di monitoraggio è stato installato dalla Soprintendenza per i beni storici e artistici anche all'Arca di Cansignorio della Scala. «Nei prossimi mesi», annuncia l'assessore, «potrà essere collocato sulla Torre dei Lamberti, al Teatro Romano e su alcuni ponti, in considerazione della grande utilità della strumentazione anche per prevedere e programmare interventi di conservazione quando questi si rendono realmente necessari. Grazie a questo sistema di monitoraggio ad esempio», conclude, «ci è stato possibile tenere sotto controllo quotidianamente la stabilità di Ponte Nuovo e riaprirlo completamente al traffico». Controlli dei tecnici comunali sono stati effettuati anche a Casa Boggian in stradone San Fermo, sede del Conservatorio, a Castelvecchio, al chiostro di Sant'Eufemia, al museo archeologico del Teatro Romano e lungo i 13 chilometri delle Mura di cinta. «Ci siamo mossi», fa sapere l'assessore, «sulla scorta di segnalazioni esterne e abbiamo riscontrato alcune microlesioni in maggior parte, come dimostrano gli archivi fotografici, antecedenti al sisma. Solo alla Casa di Giulietta abbiamo riscontrato il distacco di alcuni parti di intonaco, ma niente di serio». Proseguono intento i controlli su tutto il territorio comunale in collaborazione tra polizia municipale e vigili del fuoco. Finora sono state passate al setaccio, su richiesta dei residenti, quasi duecento strutture che presentavano crepe e fessurazioni. Ma veri danni hanno interessato meno del 10 per cento. I disagi maggiori li ha subiti finora una famiglia di Avesa, costretta ad abbandonare la propria abitazione dichiarata inagibile. Per offrire un'alternativa alla famiglia, formata da immigrati di origine senegalese, si sono attivati i servizi sociali del Comune. Rimarrà probabilmente chiusa fino alla fine dell'anno scolastico, infine, la scuola materna « Alessandri» di Parona che ha subito danni al controsoffitto. Si tratta dell'unico edificio scolastico del Comune dichiarato inagibile.