cavagrande, rifiuti in discarica e nellaltra foto nuccio tiberio Le associazioni ambientaliste dicono no alla realizzazione di una discarica per rifiuti non pericolosi in contrada Stallaini: «E' in prossimità della riserva naturale orientata di Cavagrande». Sono preoccupati i vertici di Legambiente, Sciami, del Gruppo micologico naturalistico Gmn Bianca, Wwf, Paesaggio e futuro, Agesci, Ente fauna siciliana ed Acquanuvena circa la possibilità che la richiesta avanzata da Soambiente al comune di Noto possa essere accolta. I motivi addotti sono molti, a cominciare dal fatto che mancherebbe la valutazione di incidenza della discarica, la sua istallazione nel sito prescelto sarebbe in netto contrasto con quanto previsto dal piano paesistico e anche il settore tutela ambientale della provincia di Siracusa nel 2009 ha espresso parere negativo sulla compatibilità ambientale del progetto. «Nel Prg di Noto l'aria è destinata a uso agricolo» commenta il presidente di Legambiente Nuccio Tiberio il quale fa rilevare che l'attuale piano paesistico indica come obiettivi la salvaguardia della morfologia dei luoghi, il potenziamento della rete ecologica, la conservazione del patrimonio storico e culturale, la tutela delle aree a macchia mediterranea ed a gariga. «In quest'area- aggiunge a nome delle associazioni che hanno sottoscritto il documento unitario, presentato ai sindaci di Noto e Canicattini Bagni - non è consentito effettuare varianti agli strumenti urbanistici comunali né realizzare discariche e qualsiasi altro impianto di raccolta, trattamento e smaltimento di rifiuti solidi e liquidi». L'area in questione è incuneata fra le aree protette di Cava Contessa, Cavagrande e quella archeologica di Orto Stallaini. Che cosa accadrebbe se per un malaugurato incidente ci fosse uno sversamento? «Il principio di precauzione deve essere prioritario quando si tratta di realizzare un'opera simile in un'area così sensibile per quanto ben realizzata possa essere - si legge nel documento - A fronte di circa 25 mila accessi l'anno a Cavagrande, l'eventuale realizzazione di tale opera in caso di calamità naturale sarebbe un gravissimo rischio di compromissione dell'ecosistema con pericolo di irrimediabile inquinamento della falda idrica. Ci sarebbero inoltre ripercussioni sull'ambiente circostante dovute ad emissioni di polveri e rumori connessi sia col traffico di mezzi pesanti sia con altri impianti, ma anche contraccolpi sotto l'aspetto botanico e faunistico dell'area in questione». Altro problema sollevato riguarderebbe la difficoltà di monitorare costantemente la tipologia dei rifiuti che verrebbero conferiti. Per finire coi dubbi avanzati dalle associazioni nei riguardi delle ultime relazioni geologiche «in evidente contrasto con quelle effettuate alcuni anni fa da altri geologi» ed in particolare dell'ultima perizia che, sebbene richiesta dal comune di Noto sarebbe stata pagata dalla stessa Soambiente. «Non vogliamo rischiare che anche a Cavagrande si debba constatare la presenza d'inquinamento dovuto all'accidentale sversamento di percolato come purtroppo avvenuto un paio d'anni fa in contrada Tagameli dove, per un guasto all'oleodotto, l'inquinamento ha raggiunto il fiume Tellaro». Cetty Amenta 31012012