Nelle vicinanze della diga di Mazzarronello accanto a luoghi turistici Alcuni cittadini hanno inviato foto e segnalato il caso, nella speranza che chi di competenza faccia qualcosa per evitare l'accumularsi di rifiuti ingombranti e tossici Giuseppe La Lota CorrierediRagusa.it Ogni comune ha le sue vergogne. Anche Chiaramonte Gulfi, ridente comune montano, deve fare i conti con l'incuria di certi di grande pregio. E ancora più grave se questisi trovano sono frequentati da turisti, come il suggestivo luogo di contrada Scornavacche. Proprio nel cuore dove alcuni scavi hanno portato alla luce un abitato ellenistico che fu centro di produzione di ceramica, situato non lontano dalla città greca Akrillai. Nelle vicinanze del sito c'è una diga, e precisamente la diga di Mazzarrone (da cui il nome «Diga di Mazzarronello»), un posto già di per sé suggestivo, con impianti di tendoni per la coltivazione di uve pregiatissime e ortaggi diversi. Inoltre è presente un locale con attività di ristorazione del tipo «Turismo Rurale» e Bed Breakfast che prende il nome dello stesso sito archeologico, con una bella veduta panoramica sulla vallata del Dirillo, che potrebbe ulteriormente valorizzarsi se la zona circostante venisse bonificata dai tanti rifiuti altamente inquinanti per il territorio presenti e se la strada di congiunzione con la località Quaglio venisse maggiormente attenzionata, in modo da renderla agevolmente percorribile. Invece, basta parole, basta guardare le le foto delle discariche a cielo aperto per rendersi conto di come viene lasciato il suggestivo sito di contrada Scornavacche.