L'assessore Gasperini: nessun progetto di restyling Gli abitanti: i tavolini invaderebbero tutto L'ipotesi restyling, con eliminazione dei marciapiedi, sconcerta gli abitanti di piazza Navona. Increduli che il piano di massima occupabilità non sia più quello di un mese fa. La portavoce, Flaminia Borghese, ricorda: «Gasperini ci ha rassicurato e siamo certi che non accadrà: in caso contrario, ci opporremo al tentativo di svendere la piazza»". Favorevole alla pedonalizzazione, Borghese teme derive improprie: «Basta che non aumentino i tavolini selvaggi si augura . Difenderemo la funzione sociale del luogo, già invaso dai dehors e dalle auto dei falsi invalidi». Vittorio Emiliani condivide le sue preoccupazioni: «Con l'eliminazione dei marciapiedi avverte il presidente del Comitato per la bellezza , per i tavolini sarà ancora più facile debordare verso le tre fontane». Progetto bocciato anche per i costi: «Un investimento consistente immagina Emiliani che si potrebbe destinare ad altri indispensabili (e veri) restauri all'interno del centro storico». Valutazioni in linea con quelle di Mirella Belvisi: «Togliendo i marciapiedi, gli ampliamenti saranno ancora più pesanti valuta la vice presidente di Italia Nostra Roma : si rischia un'altra Campo de' Fiori. Sorprende che la Soprintendenza, invece di intervenire, sia succube del Campidoglio». Viviana Di Capua è categorica: «Una manovra che non dovrà mai essere attuata incalza la leader dell'Associazione abitanti centro storico . Ci batteremo come per Campo de' Fiori: i vincoli sono sacri e la mercificazione non paga. Basta con le corse elettorali: si usi l'intelligenza». Il Coordinamento residenti città storica minaccia: «Bloccheremo con ogni mezzo il tentativo di sanare le occupazioni abusive. Il Comune continua a disattendere tutti i pareri e temiamo sorprese anche sui piani già approvati: non capiamo perché la delibera sia stata pubblicata, ma non le planimetrie». Dino Gasperini prova a sedare le polemiche: «Non sono a conoscenza di alcun progetto di restyling è la replica affidata ieri a un comunicato né so di uffici che ci stanno lavorando». Il responsabile della Cultura ribadisce che lo slittamento dipende dall'integrazione delle diverse planimetrie (occupazioni, pittori, artisti di strada) e rivendica: «Piazza Navona smette di essere l'isola che non c'è e viene tutelata come bene culturale in modo unitario. Un lavoro enorme, mai fatto prima, con atti concreti». Scettico il presidente del I Municipio: «La piazza è conosciuta da sempre con quelle caratteristiche: modificarla sarebbe insensato, oltre che oneroso. Ma sono certo che siano solo chiacchiere prive di fondamento ironizza Orlando Corsetti : una tempesta in un bicchiere d'acqua».