Gara di appalto in ritardo I dissesti solo dopo la fine di marzo Pozzi neri la nuova manutenzione e caditoie bloccate rischio allagamenti per gli antichi monumenti POMPEI. Crolli e infiltrazioni d'acqua, caditoie al momento senza pulizia. È scaduto il contratto con la vecchia ditta. La Soprintendenza corre ai ripari per Pompei come per Cuma e gli altri siti archeologici della provincia di Napoli che sono ad alto rischio. Ma il ritardo si accumula e torna la paura di piogge e dissesti. Il nuovo appalto sarà assegnato soltanto a fine marzo o forse a inizio aprile. Per il momento fango, sabbia ed erbacce ostruiranno più le vasche di raccolta delle acque meteoriche, una concausa dei cedimenti strutturali della scuola dei gladiatori, della Casa del Moralista, del muro di contenimenti di Porta Nola, della colonna del pergolato esterno della Casa di Loreio Tiburtino e degli altri crolli che hanno ferito la città sepolta dal 6 novembre del 2010. In attesa che l'Unione europea finanzi il restauro degli scavi, dunque, per scongiurare nuovi crolli la soprintendenza istruisce la procedura per l'aggiudicazione dell'appalto relativo al «servizio di espurgo e pulizia di pozzi neri, vasche di raccolta ed annesse condutture». I quattrocentomila euro che serviranno per finanziare il servizio, che avrà una durata di 18 mesi, saranno anticipati dalle casse della soprintendenza di Napoli e Pompei. Le ditte interessate avranno tempo fino al 12 marzo per presentare l'offerta più vantaggiosa. Fino ad allora tale servizio non sarà assicurato. La rete fognaria di tutti i siti di competenza della soprintendenza di Napoli e Pompei, che raccoglie acque nere e meteoriche, è costituita da pozzetti di raccolta e ispezione, canalizzazioni di raccordo, vasche e pozzi di raccolta e fosse biologiche. L'espurgo dei pozzi neri consiste nel rimuovere ed asportare sabbie e materie solide sia dal fondo che dalle pareti di pozzetti ed eventuali manufatti di convogliamento, in modo che in essi i liquami fognari e la pioggia possano defluire liberamente. La pulizia dei pozzetti e delle caditoie, invece, consiste nel rimuovere ed asportare sabbie, materiali depositati e qualsiasi altra materia solida e organica. I siti archeologici di Pompei, Oplonti, Stabia ed Ercolano non sono allacciati alla rete fognaria, che consentirebbe il normale deflusso degli scarichi, quindi per raccogliere i liquidi reflui si avvalgono di un serbatoio sotterraneo. I pozzi neri, le vasche di raccolta e di depurazione, dislocati sul territorio dei vari comuni sui quali insiste la soprintendenza, sono in totale venti. La ditta che si aggiudicherà il servizio di manutenzione, oltre alla normale attività di espurgo pozzi da liquami, avrà l'obbligo della pulizia sistematica dei manufatti fognari secondo un programma stabilito e della ispezione sistematica delle zone, al fine di prevenire ogni inconveniente derivante da ostruzioni. Una delle probabili cause dei crolli. Il bando stabilisce che gli automezzi impiegati dalla ditta dovranno essere idoneamente attrezzati per svolgere la preventiva e completa ricerca e individuazione dei tracciati e pozzetti non noti o non visibili in guanto coperti da manti o asfaltature. I siti oggetto di espurgo si trovano: all'ingresso degli scavi, dei servizi pubblici e degli uffici della Masseria del Gigante, Villa Virgiliana e archeologico a Cuma; uffici del castello di Baia, della Soprintendenza di Pompei, Villa dei Misteri. Ancora, al corpo di guardia di Porta Ercolano e di Porta Stabia, area dei teatri e servizi pubblici di Porta Stabia; uffici; corpo di guardia pronto soccorso di Casa Bacco; laboratorio di restauro; corpo di guardia in via dell'Abbondanza uffici e servizi pubblici della Casina dell'Aquila; corpo di guardia e servizio pubblico di Porta di Nola, corpo di guardia di Porta Vesuvio; corpo di guardia e servizi pubblici di Villa di Arianna.
Pompei e Cuma canali intasati e niente pulizia
La Soprintendenza di Napoli e Pompei ha deciso di assegnare un nuovo appalto per il servizio di manutenzione e pulizia dei pozzi neri, delle vasche di raccolta e delle condutture fognarie dei siti archeologici della provincia di Napoli. Il contratto scadde dopo la fine di marzo e il nuovo appalto sarà assegnato soltanto a fine marzo o inizio aprile. La ditta che si aggiudicherà il servizio dovrà effettuare l'espurgo dei pozzi neri, la pulizia dei pozzetti e delle caditoie, e la ispezione sistematica delle zone per prevenire crolli. I quattrocentomila euro per finanziare il servizio saranno anticipati dalle casse della soprintendenza.
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