Sarebbero tagliate fuori le grandi imbarcazioni da crociera. Il ministro Clini precisa: «Solo una delle ipotesi» La bozza del decreto prevederebbe l'estromissione dal Bacino delle navi oltre 40mila tonnellate LA STAZZA - Nella bozza del decreto salvacoste ci sono "ipotesi di lavoro" che prevedono l'estromissione dal Bacino delle navi di stazza superiore alle 40mila tonnellate (anche se ci sarà probabilmente una negoziazione su questa cifra): una mole che estrometterebbe dal bacino tutti i grattacieli galleggianti. LE DISTANZE - Previste delle distanze di sicurezza per navi superiori alle 500 tonnellate che viaggiano nella stessa direzione di marcia di 2 miglia, approssimativamente dalla Marittima a San Nicolò, per evitare ingorghi in Bacino San Marco. VENEZIA Non è ancora pronto il decreto denominato "salvacoste" per disciplinare la navigazione delle grandi navi con l'intento di salvaguardare le aree di maggior pregio delle coste italiane. Ma ieri è stata diffusa una bozza in cui, oltre a diversi provvedimenti di carattere generale, si fa esplicito riferimento alla laguna di Venezia, dove - si legge nel testo - "è vietato il transito nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40.000 tonnellate di stazza lorda". Per la navigazione nelle acque lagunari invece, "ogni nave passeggeri superiore a 500 tonnellate di stazza lorda" deve "navigare ad una distanza minima non inferiore a due miglia dalla nave che la precede nello stesso senso". Traducendo a livello visivo dovrebbero sparire tutti quei "condomini galleggianti" come la Costa Splendida che arriva a 138mila tonnellate, mentre rimarrebbero le navi passeggeri più piccole. Ad esempio la Costa Allegra arriva a 28mila tonnellate o la Melody della Msc Crociere supera di poco le 35mila tonnellate; salvi anche i traghetti della Minoan Lines per la Grecia, che non superano le 7mila tonnellate. Sulla stessa lunghezza d'onda i principali attori di questa vicenda: il presidente dell'autorità portuale Paolo Costa si limita a commentare: «La bozza girava già una settimana fa - dice - ma io mi esprimo sui decreti e non sulle bozze», mentre il sindaco Giorgio Orsoni, pur facendo rilevare che si tratta di un provvedimento ancora in corso di discussione e suscettibile di modifiche conferma la posizione già nota sull'argomento, a proposito di una necessità di ridimensionamento del traffico. «Forse si tratta di un'esagerazione dovuta alla spinta emozionale della tragedia del Giglio. Da rilevare che se si parla di navi superiori alle 500 tonnellate vengono compresi anche i ferryboat del servizio pubblico - aggiunge Lorenzo Boscolo, presidente dell'associazione capitani di navigazione lagunare - che dovrebbero viaggiare a distanza di 3 km e mezzo uno dall'altro, che significa dal Lido al Tronchetto, ma probabilmente per Actv ci saranno deroghe». Il Ministero dell'Ambiente sottolinea che si tratta semplicemente di ipotesi di lavoro e che l'accordo è ancora lontano, ma le linee guida dovrebbero essere chiare e riguardano la necessità di distanze di sicurezza, limite al tonnellaggio e ipotesi di senso unico con lo scavo del nuovo canale.