Ancora una fumata nera sulla Coppa America. A settantuno giorni dall'arrivo delle vele in città, però, mai come prima, l'evento sembra essere ad un passo. Dopo l'ennesimo rinvio, quello di ieri, è iniziata la settimana verità, non ci sono più scuse, stavolta è da dentro o fuori. Non c'è più tempo per stravolgere i piani in corso d'opera e Palazzo San Giacomo entro mercoledì dovrà presentare il piano definitivo per l'America's Cup e convincere il sovrintendente Stefano Gizzi. «Dopo il parere positivo del ministero dei Beni Culturali - scrive in una nota il Comune - che ha riconosciuto valore eccezionale alle opere legate all'evento "America's Cup", nel corso della conferenza dei servizi, che si è tenuta a Palazzo San Giacomo, sono stati incamerati i parere favorevoli relativi all'autorità di bacino nord-occidentale e alla sovrintendenza». In realtà, non è proprio così, perché, almeno per quanto riguarda il Ministero, così come pubblicato sul nostro giornale, le 7 pagine dell'Ufficio legislativo del ministero dei Beni culturali, firmate dal dirigente Paolo Carpentieri, non transigono sulla scogliera. Il parere degli esperti di Campo Marzio dà il via libera per tutte le opere temporanee a terra e a mare (boe, pontili mobili, passerelle, baracche), mentre sulla scogliera, non fa altro che sancire quanto affermato dal sovrintendente Stefano Gizzi: nessuna procedura semplificata, su quel tratto di mare c'è un vincolo paesaggistico insidioso. Insomma, il problema non è quello di compromettere la veduta di Castel dell'Ovo e della linea di costa (che attiene solo ad uno dei vincoli), ma di modificare il paesaggio marino (tutelato da ben due decreti ministeriali). Insomma, se da un lato sembra risolto il nodo sui tempi di rimozione della scogliera, resterebbe il nodo riguardante l'impatto visivo. Tant'è che il sovrintendente Stefano Gizzi, in linea con l'interpretazione del ministero dei Beni Culturali, ha poi precisato che, in relazione al progetto del prolungamento della scogliere, in luogo della procedura semplificata inizialmente attivata, occorrerà seguire la procedura ordinaria, che prevede l'integrazione del progetto con ulteriori elaborati. Su quest'ultimo aspetto, però, le autorità coinvolte - il provveditorato alle Opere Pubbliche, il Comune di Napoli e le sovrintendenze - nella massima sinergia e condivisione, hanno già stabilito il relativo percorso che porterà, nella prossima settimana, a definire anche questo punto. Insomma alle perplessità di Ministero e Sovrintendenza, rispondono puntualmente i tecnici di Palazzo San Giacomo. Intanto, il consorzio Antico Borgo Orefici si candida all'accoglienza dei componenti degli equipaggi e degli staff internazionali che saranno a Napoli in occasione della prossima Coppa America. «Se Napoli potrà ospitare le regate sarà una grande occasione per la città. Noi, come consorzio - dice il presidente Roberto De Laurentiis - vogliamo fare la nostra parte. Per questo stiamo studiando un progetto accoglienza, le modalità per offrire il migliore biglietto da visita possibile. L'idea, ad esempio, è quello di realizzare un oggetto prezioso ad hoc, per l'occasione». Nello stesso tempo, si sta pensando ad articolare un programma di visite ai laboratori artigianali del centro storico e dei Decumani per mostrare alcuni oggetti unici frutto della manualità degli operatori delle botteghe. Nel consorzio ci sono 80 aziende, alcune con una tradizione che risale fino al 1200.