Prima osservazione: una ipotetica nuova sistemazione di piazza Navona non può essere un argomento da liquidare in sede locale e periferica, dall'«Ufficio città storica» del Campidoglio. Parliamo di uno dei simboli dell'Italia nel mondo. Seconda osservazione: prima di muovere un solo sampietrino, per questa ragione sarà bene consultare gli interlocutori nazionali. Ovvero lo stesso ministro Lorenzo Ornaghi. O il Consiglio superiore dei Beni culturali presieduto da Andrea Carandini. L'ipotesi dei marciapiedi da cancellare mostra il fianco a più di una critica. Come ha sostenuto ieri Adriano La Regina (non il primo arrivato nel campo della tutela dei beni culturali romani) su la Repubblica, i marciapiedi compaiono già in immagini del tardo Ottocento. Quindi è un intervento storicizzato. E, ad essere veramente filologi, allora si dovrebbero togliere anche i sampietrini e riportare la terra, così come si può ammirare nella famosa tela di Gaspar Van Wittel nel 1700. Perché delle due, l'una: o si lasciano sampietrini e marciapiedi, o in nome del ripristino devono sparire gli uni e gli altri. Detto questo (un evidente paradosso) arriviamo alla realtà. A chi gioverebbe questa «nuova» (!) piazza Navona? Non alle esigenze degli storici dell'arte (vedi La Regina). Ma solo agli esercizi pubblici che si affacciano sulla piazza. E guadagnano ogni giorno un centimetro in più di spazio al riparo di tende, tendine, ombrelloni, fioriere et similia che hanno trasformato la piazza in un suk mediorientale, non nella straordinaria arena europea quale dovrebbe essere piazza Navona. L'esempio negativo viene da Campo de' Fiori. Anche lì i marciapiedi sono stati cancellati. Con quale risultato rispetto a tavoli, sedie, banchi, è facile constatare. Quindi è bene spedire un avviso urgente al ministero per i Beni culturali: vigilare su piazza Navona. Altrimenti corriamo il rischio di avere una «finta» ricostruzione della traccia lasciata dallo stadio Domiziano. A tutto beneficio di una sola lobby cittadina: bar, ristoranti, ambulanti. Gentile ministro Ornaghi, a lei la parola.
Piazza Navona. Intervenga il ministero
La proposta di una nuova sistemazione di piazza Navona è stata criticata. La piazza è uno dei simboli dell'Italia nel mondo e non può essere oggetto di discussioni locali e periferiche. Prima di apportare qualsiasi cambiamento, è necessario consultare gli interlocutori nazionali, come il ministro Lorenzo Ornaghi o il Consiglio superiore dei Beni culturali. La proposta di cancellare i marciapiedi è stata criticata anche dagli storici dell'arte, che considerano la piazza come un'area storica e culturale. La cancellazione dei marciapiedi potrebbe portare a una perdita di spazio per gli esercizi pubblici, che attualmente si affacciano sulla piazza.
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