Passavamo sempre di lì, con l'amico Raffaele Brunelli, che abitava alla Mezzolara perché gli piaceva vivere e lavorare nella grande pianura. Ricordo che ci fermavamo spesso davanti alla cosiddetta "cassa Benni", un meraviglioso, grande stagno ovvero una "marana", circondata da una folta vegetazione. A me sembrava allora di tornare a vivere entro uno dei più famosi quadri di Annibale Carracci, il 'Paesaggio' del museo di Berlino, oppure l'altro della National Gallery di Washington. Nella "cassa", che è un frammento del paesaggio di un'antica natura (che più grande si mostra all'oasi detta del Campotto di Argenta ) il suo aspetto si presenta in modo affascinante. Sono passati parecchi anni , ma purtroppo numerose , minacciose o addirittura ormai concrete, sono le notizie che investono quell'area dove la natura si mostrava sovrana, nel suo più antico aspetto. Uso l'imperfetto perchè ormai pericolosamente vicine sono le notizie concrete che corrono ( anche di giornali ottimisti ) a riguardo di quell'area e di quelle immediatamente prossime del vasto spazio agricolo o meglio in quelle piatte compagne. Piatte, ma belle nella loro estensione così nella nebbia invernale che nella canicola estiva. La bellezza di questa zona è stata cantata in antico da un allievo di Giosuè Carducci, e cioè nelle "Villanelle" di Severino Ferrari, un poeta che ha intensamente vissuto questi paesaggi. Era nato all'Alberino di Molinella nel 1856. Ai nostri giorni, potremmo essere costretti , al contrario del poeta, a mettere in versi un ben diverso episodio di quella feroce guerra tra la natura e l'uomo che si definisce chiaramente come uno "spreco territoriale" e cioè un vero e proprio stupro del paesaggio. Sappiamo ormai tutti che il paesaggio italiano è la nostra immagine e che in esso dobbiamo sperare per avere ancora un futuro. Infatti e lo ripeto spesso paesi enormi come la Cina, oppure il Brasile e l'India, nella loro gigantesca e inarrestabile progressione verso il futuro, ci faranno andare verso stagioni nelle quali il paesaggio, l'arte e insomma la bellezza italiane saranno ciò che resterà nelle nostre mani. Sarà una nuova ricchezza non più economica, ma culturale ed artistica, come quella rinascimentale che fu infatti capace di un antico primato. Le minacce che più concretamente invEstono l'area di Mezzolara di Budrio ( ma , come dicono i giornali, più larghe zone della pianura ) sono costituite da quattro impianti già progettati , che in realtà sono centrali a biogas. Per intenderci chiaramente si tratta ormai di consentire la distruzione del territorio lavorandoci probabilmente ventimila tonnellate di cosiddette biomasse. Il tutto permettere in atto, come dicono i tecnici, ad una monocultura intensiva con uso fortissimo di pesticidi e di concimi chimici. E senza fetori. Si tratta insomma, come scrivevano i giornali già nell'estate scorsa, di produrre un'energia che si mangia la campagna. Già si sono formati comitati di cittadini che hanno chiesto alla Regione, alla Provincia di Bologna e di Ferrara nonché a ben dieci comuni della "bassa" di volere approvare una "moratoria"e almeno il tempo , cioè , per un migliore studio di queste centrali a biomassa ossia a biogas. Molti comitati da Mezzolara a Medicina a Malalbergo hanno chiesto di essere ricevuti dal Presidente della Regione Errani, che, a quanto si dice,avrebbe molte difficoltà ad approvare la "trappola" che si sta preparando. A Mezzolara è nato un comitato per la difesa dell'ambiente che sarebbe gravemente compromesso proprio a cominciare dalle terre agricole vicino alla "valle Benni". Ancora una volta, la difesa principale e più saggia di quelle terre - dicono - è quella di appellarsi all'articolo 9 della Costituzione, la quale, all'articolo 9, dice che "La Repubblica tutela il paesaggio." Intanto sull'Appennino più caro a Giorgio Morandi, a Grizzana, si affaccia un'altra ipotesi, e cioè quella di costruire una serie di grandi impianti eolici. Anche per questa ipotesi è importante richiamare con urgenza il contenuto dell'Articolo 9 della nostra Costituzione. Che cosa dire di più? L' ultima decisione, come sempre, sarà quella dei cittadini, dal momento che la conoscenza del problema - già divulgato dalla stampa - è ormai patrimonio comune dell'opinione pubblica .
Lo stupro del paesaggio a Mezzolara
Un'area della pianura bolognese, nota come "cassa Benni", è minacciata dalla costruzione di centrali a biogas che potrebbero distruggere il paesaggio e la natura. L'area è famosa per la sua bellezza e la sua importanza artistica, come descritta nel quadro "Paesaggio" di Annibale Carracci. I comitati di cittadini hanno chiesto una "moratoria" per un migliore studio delle centrali e la Regione ha ricevuto le richieste. L'articolo 9 della Costituzione, che tutela il paesaggio, è stato richiamato per difendere l'area. Altre ipotesi di costruzione, come gli impianti eolici, sono state proposte, ma la decisione finale sarà quella dei cittadini.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo