Il Comune è a caccia di 5 milioni per finanziare il recupero della ex-cinta difensiva. Per la Sovrintendenza si tratta di lavori urgenti Palazzo Marino è a caccia di sponsor pubblicità in una zona centralissima e di prestigio, in cambio del recupero di un pezzo della storia milanese. Nello specifico, sì tratta di finanziare il restauro delle mura spagnole nel tratto che va da viale Caldara, piazza Medaglie d'Oro e viale Beatrice d'Este, circa novecento metri lineari, un progetto disegnato nel 2002 e rimasto nel cassetto perché costa quattro milioni e ottocentomila euro. Ma il Comune ha studiato un piano per realizzarlo addirittura a costo zero. «Entro febbraio o marzo - spiega il vicesindaco Riccardo De Corato - faremo una gara a cui potranno partecipare le agenzie pubblicitarie che poi rivenderanno gli spazi agli sponsor. Sarà possibile sfruttare tutto il perimetro interessato dal restauro e per un periodo piuttosto lungo di tempo, visto che i lavori dureranno circa due anni e mezzo. Potremo affidare gli spazi a uno o più sponsor. Certo, quasi cinque milioni di euro sono una richiesta economica ingente e il contesto è più complesso, non si tratta di fare pubblicità su un monumento; ma sono anche viali molto trafficati, che garantiscono un ritorno di immagine notevole». De Corato, però, tiene a freno l'ottimismo: «Faremo la gara, ma non siamo certi che ci saranno agenzie interessate». Ecco perché, se nel peggiore dei casi il bando andasse deserto, il Comune ha già ingranato la marcia per far partire subito il «piano B». Anche perché, «le alberature a ridosso delle mura stanno creando grossi danni, mettendone a repentaglio la stabilità. La Sovrintendenza ai Beni culturali ha richiesto un intervento di restauro urgente». Ecco il motivo per cui ieri la giunta comunale ha già approvato un progetto di restauro preliminare - che ha le stesse caratteristiche di quello definitivo -ed è una «corsia di emergenza» per procedere anche senza gli sponsor. «È stato chiesto ai settori competenti - spiega il vicesindaco - di avviare le procedure per poterlo comunque appaltare e finanziare fra qualche mese, e l'intervento sarà inserito tra le opere più urgenti. Entro maggio sapremo se e quali società sono pronte ad offrire un intervento pubblicitario, altrimenti troveremo i soldi per autofinanziario, attraverso mutui o dismissioni: il progetto deve partire al più presto». L'obiettivo è di alto respiro: restituire a Milano «la più estesa finta fortificata europea cinquecentesca, dando la possibilità ai cittadini di fruirne, realizzando un percorso urbano di passeggio". Oltre a compiere il restauro conservativo, infatti, il piano prevede la creazione di percorsi che costeggino le mura, anche attraverso camminamenti pedonali collocati a diverse quote. L'intéero sviluppo dei bastioni rinascimentali disegna un perimetro lungo quasi dieci chilometri, e i novecento metri coinvolti nel restauro sono quelli che presentano le maggiori criticità. Lo scopo, sottolinea De Corato, «è restituire un bene dalla doppia anima, le mura difensive e la passeggiata alberata, non rinnegando nessuna delle due funzioni ma ricomprendendole nel paesaggio urbano attuale». I lavori serviranno a restaurare le mura e a «ripulirle» dalle piantumazioni che oggi ne deturpano la bellezza e ne mettono a rischio la stabilità; ma anche a creare un percorso alberato unitario e a tutelare il bene storico, con una recinzione che ne sottolinei l'importanza e ne garantisca la sicurezza.