NAPOLI Ai napoletani non si può chiedere di sottoporsi «a mesi di inferno in cui andare al lavoro, a scuola, a casa li costringerà a modificare pesantemente la vita quotidiana già ora penalizzata da tagli a tutti i trasporti per mancanza di fondi». Questo sostiene Mirella Barracco. La fondatrice e animatrice della Fondazione Napoli Novantanove non usa giri di parole: «Dubito sostiene che saranno pronti a sopportare altri sacrifici così pesanti solo "per migliorare l'immagine di Napoli"». Il riferimento è ai disagi che saranno creati dai lavori necessari per il prolungamento della scogliera della Rotonda Diaz richiesto dagli eventi di America's Cup. La lettera parte infatti da una citazione dell'editoriale di Gerardo Ragone, pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno di giovedì, nel quale il sociologo esprimeva più di una riserva «per il peso» degli eventi che graverà interamente su Chiaia. Ieri invece, l'architetto Benedetto Gravagnuolo ha espresso in un articolo le sue perplessità sul fatto che il prolungamento a «baffo» delle due scogliere davanti alla Rotonda Diaz possa essere ritenuta «un'opera provvisoria e rimuovibile». Domandando poi: «È mai possibile che non c'è altra scelta?». E l'architetto Gerardo Mazziotti, in una lettera inviata sempre ieri al giornale, sostiene: «De Magistris, Caldoro e Cesaro hanno deciso di far svolgere le regate veliche lungo via Caracciolo incuranti della devastazione che subiranno questi siti. È come un elefante che entra in una cristalleria». I malesseri espressi da Mirella Barracco e quindi Ragone, Gravagnuolo e Mazziotti, oltre alle proteste di alcune associazioni delineano un nuovo «fronte del dubbio» che, come era accaduto a Bagnoli in altre forme e per altri motivi, si contrappone ai sostenitori degli eventi sul lungomare. Ma quali sono i pro e i contro delle regate preliminari di America's Cup? Le conseguenze positive almeno nelle attese sono state sostenute un po' da tutti gli operatori economici. Innanzi tutto dagli imprenditori, che si sono subito schierati con il presidente Paolo Graziano. Ma anche dagli albergatori e dagli operatori turistici, che hanno detto e ripetuto che le prenotazioni fioccano da tempo. Perfino dai tassisti, che nei giorni delle regate hanno dichiarato di aspettarsi di lavorare un po' più del solito. Secondo Graziano gli eventi porteranno a Napoli 150 mila turisti. D'accordo, il dato forse vale un po' meno visto che le regate si terranno nei giorni di Pasqua e quindi molti verrebbero comunque. Ma a Trapani, per eventi analoghi, qualche anno fa i turisti furono quasi dieci volte di più. Inoltre, se tutto andrà bene, ci sarà anche un buon ritorno di immagine. Tutti benefici che almeno nelle aspettative si replicheranno con il secondo evento nel maggio 2013. Fin qui, in sintesi, i pro. Poi ci sono i contro. Sicuramente sono esagerati i pericoli paventati dalle Assise di Palazzo Serra di Cassano e dagli ambientalisti Vas, che hanno ipotizzato interventi «devastanti» nella Villa Comunale (dove non è previsto alcun intervento). In realtà parco urbano e lungomare sono stati e sono da sempre sede di spettacoli e iniziative. Periodiche, come la poco invasiva Fiera antiquaria e la ben più «consistente» Festa della Finanza. Occasionali, come il recente concerto dell'Accademia Mandolinistica Napoletana oppure la Giornata della Buona Alimentazione tenuta all'inizio di ottobre. Molto più «rumorose», come la Festa dell'Unità che tra gli anni '70 e '80 era organizzata regolarmente in Villa e che ha ospitato tra l'altro lo «storico» concerto di Gino Paoli con Sergio Endrigo e la performance degli Area. Difficile negare, invece, che i lavori per allungare la scogliera della Rotonda Diaz da ambedue i lati comporteranno molti problemi. Si sa che saranno necessari oltre tremila camion per trasportare i massi necessari e che le operazioni andranno avanti per quaranta giorni senza fermarsi neppure di notte. La circolazione sarà deviata sulla Riviera di Chiaia a doppio senso di marcia e perfino i cantieri della metropolitana saranno costretti a lavorare a scartamento ridotto se non addirittura a chiudere. Insomma, in tutta la zona, probabilmente saranno davvero «mesi di inferno». «Questo "evento" scrive Mirella Barracco nasceva con tutt'altri obiettivi e in altri luoghi». Nasceva a Bagnoli, infatti, con il fine di rivitalizzare l'area ex industriale nell'abbandono da vent'anni. Il silenzio del ministero per l'Ambiente e il parere negativo dei pm però hanno impedito di organizzare lì le regate. Forse è stato effettivamente un errore puntare sulla zona Ovest, o almeno insistere anche quando si era capito che non sarebbe stato possibile. Forse sarebbe stato meglio dirottare subito altrove le regate, in modo da non essere costretti a operare in tempi così serrati e in modi che inevitabilmente causeranno parecchi disagi. Ma ci sarà tempo, ora, per cambiarne di nuovo la sede?