Scritto da: Marco Demarco alle 11:00 del 28012012 "Perché dobbiamo continuare a farci del male? Perseverare è diabolico". Il no di Mirella Barracco all'America's Cup in via Caracciolo è più di quel che sembra. Non è solo, voglio dire, l'esternazione di un dubbio personale sull'opportunità di bloccare la città per circa due mesi in cambio di benefici tutti da verificare, ma è anche l'espressione di una più generale insofferenza. Generale nel senso di collettiva, ma anche di non limitata al caso specifico. Forti perplessità cominciano ad affiorare, infatti, anche a proposito del Forum delle culture, specialmente dopo la figuraccia della nomina di Vecchioni e delle rocambolesche dimissioni. Ma restiamo alla Coppa America. Prima della presidente della Fondazione Napoli '99 hanno manifestato forti perplessità anche gli architetti Guarini e Gravagnuolo, il sociologo Ragone, il professor Montanari, gli ambientalisti dei Vas e altri ancora. Vale la pena, ci si chiede, "stressare" il lungomare, intasare la parallela Riviera di Chiaia, invadere la Villa, trasportare avanti e indietro su centinaia di TIR, giorno e notte, i massi della costruenda scogliera, per nove regate di catamarani? E vale la pena farlo in uno dei siti urbani più belli del mondo, e sfidando, per giunta, il vincolo paesaggistico a cui da oltre un decennio quel sito è sottoposto? L'indignazione di oggi contro l'America's Cup di de Magistris e Caldoro (un primo atto c'è stato già con l'opposizione dell'avvocato Marotta e delle Assise di palazzo Marigliano alla precedente scelta poi revocata di Bagnoli) ricorda molto quella di anni fa contro la Villa Comunale di Bassolino e Marone. Allora la villa fu ristrutturata in stile orologi Swatch nonostante le proteste. Ma fu in quella occasione che inizio' il distacco tra Bassolino e la città. Oggi l'effetto potrebbe essere ancora più clamoroso, perché più clamorose sono le contraddizioni a cui rischia di esporsi de Magistris. Di molte ho già detto. Dirò dunque solo dell'ultima. Il sindaco si batte per i Beni comuni. E i beni comuni sono quelli che hanno bisogno di una eccezionale tutela. Bene comune è l'acqua che beviamo. E bene comune è la città che viviamo. E com'è, allora, che proprio un bene comune come via Caracciolo viene "violato" contro il parere di una parte della città e contro i vincoli già unanimemente accettati? Inoltre, i benecomunisti dicono di essere per la trasparenza e per la partecipazione. Alla faccia! A proposito della Coppa America si è addirittura invocata più volte la segretezza della trattativa con gli americani e avere informazioni, anche a trattativa conclusa, è risultato sempre assai difficile. In questo benecomunismo io sento già puzza di stalinismo. E per quanto mi riguarda, ho già dato.
Coppa America, scoppia il dissenso ed è solo l'inizio
La presidente della Fondazione Napoli '99, Mirella Barracco, ha espresso forti perplessità sulla decisione di bloccare la città di Napoli per circa due mesi per ospitare la Coppa America. La sua insofferenza è stata condivisa da altri, tra cui gli architetti Guarini e Gravagnuolo, il sociologo Ragone, il professor Montanari e gli ambientalisti dei Vas. La decisione è stata criticata per il suo impatto sull'ambiente e sulla città, e per la violazione dei vincoli paesaggistici. La presidente della Fondazione Napoli '99 ha anche criticato il sindaco de Magistris per la sua decisione, affermando che è contraria ai valori del bene comune.
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