NELLA piazza gioiello del Pantheon da 900 metri quadrati di area occupata dai tavolini si passaa oltre mille. Le prescrizioni più importanti della Soprintendenza, nelle quali si chiedeva la tutela dei cosiddetti coni visuali per ammirare la maestosità del mausoleo dove riposanoi re d'Italia, non sono state prese in considerazione. E la planimetria del dicembre 2011, arrivata a gennaio all'esame della giunta, evidenzia come in piazza della Rotonda ci saranno tre nuove occupazioni di suolo pubblico e quelle che dovevano essere eliminate per rispettare le vedute da via della Rosetta e da via del Pantheon restano ben ancorate al proprio posto. Insomma l'area da dove è partita la rivolta contro il tavolino selvaggio del MunicipioI sarà ancora più invasa dai dehors. C'è di più. La relazione dell'ente di tutela per i beni culturali mette la pietra tombale sui tanto contestati funghi riscaldatori.E così scrive: "Vista la circolare del ministero dell'Interno 9.03.2011 non è consentita l'installazione di impianti di irraggiamento termico a fiamma libera alimentati a gas, l'installazione di pannellature nelle aree pedonali né tende autoportanti". In poche parole, la relazione allegata alla delibera di giunta dello scorso 11 gennaio, vieta le stufe e i teloni di plastica. Così il sindaco da una parte approva il divieto di montare stufe e teloni come deciso dalla Soprintendenza, ma dall'altra due giorni dopo fa un'ordinanza per fermare le rimozioni degli stessi funghi avviate dal Municipio I. I piani di massima occupabilità delle piazze più pregiate del centro storico sono stati approvati lo scorso 11 gennaio. E vanno a modificare e rivedere quelli della delibera 139 del 2006 varati dall'allora giunta Veltroni. Ecco, disegni alla mano cosa è cambiato. In molte zone, la situazione è rimasta la stessa come in piazza Sant'Eustachio, piazza Sant'Ignazio, piazza San Giovanni in Laterano e piazza Sant'Apollinare. In altri casi non sono state rispettate le richieste della Soprintendenza come in piazza Madonna ai Monti dove nella relazione allegata alla delibera di giunta veniva chiesto di spostare l'edicola per lasciare libero il passaggio dei mezzi di soccorso. In piazza Barberini, angolo con via Veneto, è stata invece eliminato un lungo dehors, perché a ridosso dell'uscita della metro, ed è stata ridotta la profondità dell'area autorizzata ai tavolini per lasciare aperto il passaggio pedonale di almeno due metri. Piazza Santa Cecilia a Trastevere era ad "occupabilità zero", ma quando fu redatto il piano nel 2006i tavolini erano già stati concessi, così oggi la piazza è stata adeguata con un dehors di circa 40 metri metri quadrati. Si contraddicono piantine e prescrizioni su Santa Maria in Trastevere dove la Soprintendenza ritiene validi i piani del 2006 con le occupazioni spostate a ridosso del centro della piazza e non vicine agli edifici come invece sono ora nel piano. Il caso esplode, invece, per piazza della Rotonda: più tavolini e mancato rispetto dei coni visuali. «Questi luoghi sono quelli di maggior pregio del centro storico, mi sarei aspettata che si cogliesse questa occasione per tutelarli in modo adeguato adottando criteri più stringenti - sottolinea Nathalie Naim, consigliera del Municipio I - Invece in molti casi non si è rispettato nemmeno il codice della strada o la libertà di visuale. Si "tavolinizzano" interamente piazze uniche nella storia dell'umanità. Perché si è acconsentito a questo scempio?».
ROMA - NELLA piazza gioiello del Pantheon da 900 metri quadrati di area occupata dai tavolini si passa a oltre mille.
Il Municipio I ha approvato i piani di massima occupabilità delle piazze più pregiate del centro storico, ma non ha rispettato le prescrizioni della Soprintendenza per la tutela dei beni culturali. In particolare, in piazza della Rotonda, l'area occupata dai tavolini è stata aumentata e non sono stati rispettati i coni visuali per ammirare la maestosità del mausoleo. Inoltre, la relazione dell'ente di tutela per i beni culturali ha vietato l'installazione di stufe e teloni di plastica nelle aree pedonali. Il sindaco ha fatto un'ordinanza per fermare le rimozioni degli stufe avviate dal Municipio I.
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