La diffidenza iniziale si è quasi dissolta: il parco regionale delle Dune costiere è diventata la classica gallina dalla uova d'oro per i 25 agriturismi disseminati nei mille ettari che occupa tra Fasano e Ostuni. Da quando c'è l'area protetta, attrezzata recentemente anche con una pista ciclabile, il flusso di turisti mitteleuropei quasi non si ferma più. E invece di chiudere a fine agosto, restano aperti anche a settembre, ottobree novembre. Risultato: 30 per cento in più di presenze in un anno. «Avere un'area protetta vicina al proprio albergo o al proprio ristorante,è un valore aggiunto per l'imprenditore, è una buona pratica di marketing soprattutto per catturare alcuni mercati come il Nord Europa», spiega Francesco Colucci, direttore di Federparchi che con la Regione Puglia è tra gli organizzatori di Mediterre, la fiera nazionale delle aree protette che la Puglia ospita per la settima volta da lunedì prossimo per una settimana. Nel corso della rassegna, sarà presentato uno studio del Rapporto natura sui risultati conseguiti, anche sul fronte dell'occupazione e della crescita economica delle e nelle aree protette. «Un sistema ancora molto giovane, che ha cominciato a muoversi dal 2006 e che quindi potrà consolidarsi nei prossimi anni», aggiunge Colucci. Due parchi nazionali, Gargano e Alta Murgia, undici parchi regionali, tre aree marine protette, diciassette riserve statali, altre sette regionali: più di 245mila ettari sotto tutela, il 12 per cento del territorio regionale che diventa 20 per cento se si aggiungono i siti di interesse comunitario. In questo sistema sul quale la Regione punta le sue carte per destagionalizzare il turismo, per non lasciarlo solo come fenomeno estivo quasi esclusivamente balneare, negli ultimi anni si è avuto un piccolo boom di presenze fino a sfiorare un incremento del 40 per cento. I parchi dunque non sono più un monumento all'immobilismo. Hanno fatto breccia nel fronte che li ha osteggiati perché stanno diventando un'opportunità di crescita, un'alternativa economica anche per i riottosi agricoltori che ora cominciano a vedere che la qualità paga e paga bene. I parchi, insomma, creano ricchezzae lavoro. In Italia ci lavorano diecimila persone, centomila con l'indotto. E in Puglia il numero non potrà che crescere. «Sarebbe già accaduto - insiste Colucci - se solo gli enti locali non fossero stati costretti alle rinunce imposte dal patto di stabilità». Ma quella, in Puglia,è la strada. La svolta verde conviene. «Si stanno rafforzando le attività di marketing turistico - spiega il dirigente dell'area ambiente della Regione Puglia, Antonello Antonicelli - le Aree protette pugliesi hanno ben presente il valore dell'enogastronomia regionale, che inseriscono nelle proprie iniziative come plus, e l'organizzazione di eventi». Chi ha bruciato le tappe su questo fronte è il Salento che coniuga natura, prodotti tipici ed eventi culturali. Come la Taranta. A boccheggiare, invece, è il Gargano. Ed è paradossale perché lì è nato il primo parco nazionale di Puglia. «Ma in quel territorio- afferma Colucci- il Parco può rappresentare con l'exploit del turismo religioso, un'occasione di riscatto perché non si pensi al Gargano solo come mare e spiagge ma come natura».
PUGLIA - Tesoro verde Parchi, la diffidenza è finita
Il parco regionale delle Dune costiere in Puglia ha visto un aumento del 30% di presenze turistiche grazie all'area protetta e alle attrezzature recentemente aggiornate. I 25 agriturismi presenti nel parco hanno visto un aumento significativo di affluenza, con molti rimanendo aperti anche a settembre e novembre. L'area protetta è diventata un valore aggiunto per gli imprenditori, soprattutto per catturare mercati come il Nord Europa. Il sistema di aree protette in Puglia, che comprende parchi nazionali, regionali, marine protette e riserve statali, ha visto un aumento del 40% di presenze negli ultimi anni.
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