«Il piano paesaggistico iter di formazione e di attuazione» è stato l'interessante tema del convegno svoltosi venerdì sera nei locali dell'ex Refettorio dei Domenicani. Ad organizzarlo, col patrocinio del comune, l'associazione Acquanuvena che ha proposto l'importante appuntamento «per capire in che modo - ha detto Saro Cuda, presidente dell'associazione, nell'introdurre i lavori - le richieste antropiche possano coniugarsi con le esigenze del territorio, ma soprattutto per discutere insieme ai cittadini e ai professionisti della programmazione del territorio. Il piano, infatti, è un importante strumento di pianificazione sopraordinato rispetto ai Piani Regolatori Generali per cui la sua stesura non riguarda solo i tecnici». La puntuale relazione di Alessandra Trigilia, funzionario della Sovrintendenza di Siracusa, si è inserita nell'ottica della divulgazione del piano paesistico, approvato dall'Osservatorio regionale lo scorso settembre e redatto grazie anche al lavoro svolto dal Dipartimento di Botanica dell'Università di Catania e della facoltà di Architettura di Siracusa. Il suo intervento si è incentrato sull'opportunità di lavorare in sinergia col comune e con i professionisti nella fase intermedia, quella della pubblicazione del piano, della durata di tre mesi, prima che diventi definitivo e a cui il comune dovrà adeguarsi poiché sovraordinato al Piano regolatore generale. Partendo dal nuovo codice del 2004, che ha proceduto ad un riordino della normativa, Alessandra Tigilia ha messo in evidenza in che modo sia stato modificato l'approccio, lo stile, il metodo di tutela e valorizzazione dei beni. «Il paesaggio non è una superficie amorfa- ha detto la funzionaria -, ma è l'insieme di componenti, non è solo l'aspetto estetico, ma il risultato della componente ambientale e naturale. Le sovrintendenze hanno avuto come obiettivo di riprendere e perimetrare le aree meritevoli di tutela, gerarchizzarle per poi farle conoscere ai comuni. Tutto il lavoro di ricognizione e riorganizzazione è stato possibile grazie alla collaborazione delle associazioni, questo ci ha permesso di predisporre un corpo di schede consultabili». Importante, secondo quanto affermato da Alessandra Trigilia che ha analizzato il codice del 2004 nei suoi punti più salienti, il coordinamento fra Stato, Regioni ed Enti pubblici territoriali perché sulla ricognizione del territorio si innestano i progetti di riqualificazione delle aree degradate. La relatrice è entrata, poi, nel vivo della scheda territoriale di Avola, illustrata con l'ausilio dei supporti informatici, caratterizzata dal reticolo idrografico che individua la zona di interesse naturale e paesaggistico. Interessanti e preziose le schede cartografiche che segnalano anche i vincoli archeologici, così come quelle che evidenziano l'habitat della Cicirata definita dal tecnico «eccezionale che nulla ha da invidiare alla foce dell'Asinaro o a Vendicari». L'intervento di Vincenzo Frigenti, assessore all'urbanistica ha suggellato la disponibilità del comune ad interloquire sul piano. Gabriella Tiralongo 29012012