Strana storia di un sito di grande importanza archeologica insozzato, bonificato e subito dopo insozzato ancora Via della Latomia del Casale: a due passi dai siti turistici più importanti della città e una perenne microdiscarica abusiva che giace sotto il muro di confine della latomia. Un cumulo di rifiuti in pieno centro abitato, denunciato innumerevoli volte, quindi pulito dall'ufficio comunale Ecologia e subito nuovamente insozzato. Stavolta è Fabio Morreale, presidente di Natura Sicula, a sollevare la questione: «per la tipologia di materiali - accusa - l'abbandono è imputabile a un muratore di pochi scrupoli, probabilmente abusivo, che doveva smaltire il materiale di risulta di un appartamento appena restaurato». Dal cumulo affiorano piastrelle, calcinacci, stucchi, pannelli in gesso, latte di vernice, ma anche copertoni e materassi. Anche se non sono visitabili, il cancelletto secondario d'ingresso alle Latomie è sempre ricoperto dalla vegetazione e dalle discariche a cielo aperto e la strada parallela a via Reimann è spesso sede di cumuli di rifiuti di ogni genere. Le Latomie sono sottoposte a tutela dalla Soprintendenza, ma private mentre la strada è pubblica, non vincolata, poco trafficata e nascosta da un muretto che la divide dalla via Reimann. «La percezione del bene comune è malintesa - conclude Morreale - piuttosto che tenerlo pulito e difenderlo lo si può sporcare o inquinare senza scrupoli. A fronte di questo livello culturale, il lavoro di repressione della polizia ambientale municipale è, e sarà sempre, insufficiente». Luca Signorelli 27012012