Sul grave episodio del recente incendio applicato nellantico tempio della Scorziata in piazza San Gaetano - segnalato nel brillante articolo di Stefano De Matteis ("Repubblica" del 24 gennaio) - è necessario richiamare ancora lattenzione dellopinione pubblica, perché esso costituisce un caso emblematico dellinerzia, dellinadempienza e dei ritardi che caratterizzano purtroppo lazione di tutela del patrimonio artistico e monumentale della città. Lincendio è avvenuto il 17 gennaio, giorno di SantAntonio Abate, a causa di un falò acceso da giovani teppisti addirittura dentro la chiesa. Non posso non ricordare che il grande soprintendente Raffaello Causa, che fece a suo tempo portare in salvo a Capodimonte un importante trittico quattrocentesco appunto detto della Scorziata, aveva un progetto di nominare tra gli ispettori della soprintendenza un "tutor" per ogni chiesa. Non dovevano certo dormirvi dentro, ma sarebbero stati subito allertati telefonicamente dai residenti in caso di pericolo per la chiesa, come pure è avvenuto senza che i carabinieri intervenissero prontamente giudicandolo un allarme generico. Ciò detto, non è mio costume essere generico nelle denunce. Perciò riepilogo le tormentate vicende della Scorziata per lindividuazione delle responsabilità dellulteriore danno colpevolmente inferto a un monumento già da tempo degradato, benché sito nel cuore della Neapolis greco-romana. La chiesa della Scorziata è annessa a un Ritiro per fanciulle, fondato alla fine del '500 dalla nobile famiglia de Scorziatis, da cui deriva il nome. Il vicino palazzo de Scorziatis fu gravemente danneggiato dai bombardamenti nellultima guerra e riedificato con le caratteristiche delledilizia spazzatura postbellica, quelledilizia di cui Italia Nostra richiede la demolizione. Ma, attenzione. Del palazzo si è salvato lo splendido portale rinascimentale in marmo: una spoglia nobilissima esposta oltraggiosamente sulla orribile facciata dellattuale falansterio. Devo però ora sottolineare che, dopo il descritto incendio, ho dovuto inviare un urgente appello al soprintendente ai Beni architettonici e allassessore comunale al Centro storico affinché la chiesa venisse subito messa in sicurezza. Lurgente appello è stato necessario in quanto su "Il Mattino" (18 gennaio 2012) veniva richiesta, per motivi di sicurezza, limmediata demolizione della Scorziata (benché vincolata ope legis). Ma perché il complesso della Scorziata è da anni in abbandono? La proprietà del complesso era di un ente morale e quindi privata; pertanto esso non poteva essere restaurato con fondi pubblici. Dopo la soppressione dellente morale la proprietà è passata allIpab, istituto controllato dalla Regione, che doveva però trasferirla, per un vincolo di destinazione, al Comune. In tale attesa il complesso della Scorziata era stato incluso nel primo programma della precedente giunta comunale di interventi Piu Europa centro storico-Unesco, con una assegnazione di 4 milioni. Esisteva altresì una "manifestazione di interesse" di imprenditori privati, che prevedeva il restauro della chiesa a la trasformazione dellex Ritiro in albergo attenendosi alle prescrizioni del piano regolatore vigente e previa approvazione della soprintendenza ai Beni architettonici. Non se ne è fatto più nulla. Il predetto programma centro storico-Unesco è stato prima sospeso dalla Regione, poi rallentato e infine ridimensionato da 200 a 100 milioni, e ora il complesso della Scorziata risulta escluso dal nuovo programma, redatto dallassessore regionale Taglialatela, che non ha nemmeno provveduto a trasferire la proprietà al Comune. Peraltro il programma Taglialatela non è ancora operativo, benché si avvicini la data del Forum delle culture (2013), quando i monumenti napoletani avrebbero dovuto già essere restaurati. Cè di più: segnala lex assessore Belfiore ("Repubblica" del 24 gennaio) che il suo programma prevedeva non solo restauri, ma interventi per «i temi della sicurezza, del commercio, della mobilità, della residenzialità privata e turistica», e cioè le necessarie integrazioni virtuose con il contesto ambientale, senza le quali i monumenti sono destinati in breve a degradare. Ecco allora che il rogo della Scorziata costituisce la conseguenza dei comportamenti elencati allinizio di questo intervento. Lautore è presidente di Italia Nostra a Napoli